
Bene ha fatto, secondo la LAV, il Ministro del Turismo Brambilla a spiegare, con una lettera, le ragioni che hanno determinato l’esclusione del Palio di Siena dalle manifestazioni destinatarie del premio “Patrimonio d’Italia per la tradizione” dedicato alle feste e rievocazioni popolari che non utilizzano animali.
“Si direbbe che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: è un dato di fatto che gli organizzatori del Palio di Siena non hanno mai voluto instaurare alcun dialogo e confronto costruttivo per tener conto delle ragioni di chi non vuole più veder morire cavalli a causa di questa ‘festa’ – afferma il Presidente della LAV Gianluca Felicetti – L’attacco al Ministro Brambilla è fuori luogo perché il Ministro, nel stigmatizzare l’uso di animali in questo e in altri palii, rappresenta il pensiero più condiviso da parte degli italiani, i quali considerano importante tutelare le tradizioni e le radici storiche tanto quanto gli animali”.
La LAV interviene anche sulla sperimentazione di un lettore a infrarossi che scannerizza l’iride dei cavalli in corsa per il Palio di Siena al fine di rendere sicuro il loro riconoscimento ed evitando così eventuali scambi di cavalli: “questa notizia invece di tranquillizzarci sembra confermare in modo inquietante la sussistenza di questo potenziale rischio, da alcuni ridotto a pura leggenda”.
“Non si capisce perché si dovrebbe sperimentare un tale apparecchio, che ci auguriamo davvero non invasivo, per un problema inesistente: ci sembra una contraddizione a dir poco sospetta”, prosegue Gianluca Felicetti.
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Oltre mille volontari sparsi sul territorio nazionale pronti ad intervenire per portare in salvo un animale che dovesse trovarsi in difficoltà, solo e sperduto sul ciglio di un’autostrada o abbandonato in un’area di sosta. Sono quelli dei team anti-abbandono di «Io l’ho visto», l’iniziativa promossa da Prontofido, dalle emittenti del gruppo Finelco – Radio 105, Radio Montecarlo, Virgin Radio e la webradio Radio Bau, oltre che dall’Aidaa. Dal 23 luglio e fino al prossimo 4 settembre, coloro che si troveranno in viaggio su un’autostrada italiana e vedranno un cane abbandonato potranno inviare un sms al numero 334.105.10.30 e fornire le coordinate del punto di avvistamento, così da consentire ai volontari di attrezzarsi per il recupero.
I TEAM DI SOCCORSO – Ogni team di soccorso è costituito da quattro volontari che si alternano nel presidio del territorio ogni giorno tra le 7 del mattino e le 10 di sera. Si muoveranno con un centinaio di auto e in alcune città considerate strategiche, come ad esempio la Capitale oppure Milano e Torino, saranno utilizzate anche le moto per raggiungere più in fretta l’animale e prestargli, nel caso fosse necessario, le prime cure, fosse anche solo coccolarlo e aiutarlo a vincere la paura. La segnalazione può essere inviata anche mediante un’apposita applicazione per iPhone e iPad, che tramite il segnale Gps permette alle squadre di soccorso di identificare il punto esatto da cui è partita la segnalazione.
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E’ partita proprio in questi giorni la campagna estiva 2011 dell’Ente Nazionale Protezione Animali; un corposo ventaglio di iniziative, pensate non soltanto per contrastare il triste fenomeno degli abbandoni ma anche per agevolare le vacanze “con pet al seguito”. Si comincia con il servizio di prenotazione a “sei zampe” realizzato in partnership con Alpitour World. «Per il nostro Paese è una “prima assoluta” – spiega Marco Bravi, responsabile del Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo di Enpa – un progetto studiato per facilitare le ricerche, spesso lunghe e faticose, di strutture aperte agli animali. Da oggi, infatti, per prenotare un albergo o una pensione a “quattrozampe” è sufficiente rivolgersi a un’agenzia viaggi accreditata o al contact center di Alpitour.» Agribox “Amici a 4 Zampe”, invece, è un vero e proprio pacchetto relax – messo a punto grazie alla collaborazione con Italand – che permette di acquistare un soggiorno weekend in agriturismo (in tutta Italia) per “Fido” e due persone. Non mancano naturalmente i consigli e i suggerimenti per trascorrere in tutta serenità il periodo delle vacanze estive. Royal Canin in collaborazione con Enpa ha messo a disposizione dei clienti di numerose strutture che accolgono animali un kit di benvenuto per i quattrozampe. All’interno della confezione un vademecum sull’alimentazione estiva dei “pet”, un “galateo” per i “turisti a sei zampe”, un coperta e altri gadget utili a chi viaggi con il proprio “amico”. Non solo. Presso le oltre 150 Sezioni dell’Enpa è disponibile un breve volantino tematico con utili indicazioni per la vacanza insieme al proprio “amico peloso”.
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“Le regioni redigano i calendari venatori secondo le indicazioni date dall’Ispra o al massimo entro i termini dell’accordo raggiunto con le parti sociali, per evitare violazioni alle norme nazionali e comunitarie e un grave e irreparabile danno al patrimonio pubblico, di cui chiederemmo di rendere conto alla magistratura non solo amministrativa”.
E’ quanto affermano le associazioni Enpa, Fare Verde, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwfche hanno inviato un telegramma a tutti i presidenti di regione nonché agli assessori regionali all’ambiente e alla caccia, per chiedere il rispetto e l’applicazione delle nuove regole sulla tutela degli uccelli e la regolamentazione della caccia.
“Le modifiche alla legge 157/92 intervenute con la legge Comunitaria 2009 obbligano lo Stato e le Regioni, già con i prossimi calendari venatori, a garantire la massima tutela alle specie di uccelli selvatici, a mantenere uno stato di conservazione favorevole e a vietare la caccia nei periodi di riproduzione e migrazione prenuziale.
“I prossimi calendari venatori dovranno tenere obbligatoriamente conto di queste regole, derivanti dalle norme europee e internazionali, nel rispetto delle indicazioni date dalla Guida Ispra 2010 che rappresentano non dei semplici ed eludibili pareri ma gli standard minimi e uniformi di tutela statale.
“Bene dunque ha fatto oggi il PD a chiedere alle regioni il rispetto di tali regole, richiamando anche l’accordo che nei giorni scorsi è stato trovato tra le regioni e le parti sociali. E’ utile infatti notare che la Conferenza delle Regioni ha promosso e coordinato un tavolo di confronto tra le varie parti sociali che, dopo mesi di lavoro, è giunto alla definizione di un accordo “politico” per la redazione dei prossimi calendari venatori.
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Aldilà delle posizioni di merito, favorevoli o contrarie, il taglio delle code e il taglio delle orecchie dei cani, l’esposizione e la commercializzazione di questi cani, sono vietate e quindi da perseguire da parte delle Forze di Polizia e dei medici veterinari di sanità pubblica. E non bastano, né basteranno, note interpretative o atti unilaterali e singoli del Ministero della Salute o di altri Ministeri a cambiare ciò che è superiore, peraltro, di una Legge nazionale o di una Ordinanza ministeriale.
Ormai, infatti, vista la ratifica, senza riserve, della Convenzione del Consiglio d’Europa e la dovuta conseguente Ordinanza ministeriale in vigore, queste pratiche – che rappresentano per valutazione medico veterinaria un maltrattamento agli animali, come espresso ancora recentemente e ufficialmente dalla Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani – sono da perseguire anche legalmente.
E’ necessario menzionare per chiarezza quali sono gli unici strumenti giuridici effettivamente in vigore, così da spazzar via interpretazioni non fondate in diritto e possibili, volute, confusioni:
a)con Legge 4 novembre 2010, n.201 Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 283 del 3-12-2010, l’Italia ha fatto propria tale Convenzione, senza riserve (possibilità prevista dall’articolo 21 della Convenzione, di cui si sono avvalsi solo alcuni Paesi, una minoranza, nove, rispetto a quelli aderenti alla Convenzione stessa, ventitre, proprio sul tema dei tagli di code e orecchie dei cani) . Lo strumento di ratifica della Convenzione è stato depositato il 19 aprile scorso e, quindi, ai sensi della stessa Convenzione, tale norma è eseguibile dal settimo mese successivo ovvero dal 1° novembre prossimo.
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Il film Tatanka, in uscita nelle sale cinematografiche, contiene, fra le altre scene, una prova del pugile protagonista che, per dimostrare la sua forza, abbatte una bufala con un pugno.
Nessuno, però, ha verificato se per la realizzazione di questa scena sia stato effettivamente fatto del male all’animale o se si sia proceduto con una finzione. La rappresentante della LAV nella Commissione di revisione cinematografica, infatti, ha avuto solo generiche rassicurazioni da parte della produzione che, peraltro, non ha voluto inserire nei titoli di coda l’annuncio che una tale condotta, nella realtà, è perseguita dagli articoli 544 ter e quater del Codice penale, che puniscono anche con la reclusione chi maltratta un animale o gli crea una lesione, con l’aggravante di averlo fatto per uno spettacolo.
Per questo la LAV aveva chiesto, come estrema e obbligata scelta, di votare il taglio della scena e la Commissione del Ministero dei Beni Culturali si è divisa: quattro voti a favore e quattro contrari.
Solo il doppio voto del Presidente dell’organismo di controllo ha permesso al film di non subire questo taglio e, quindi, da domani la scena sarà purtroppo visibile, e in maniera acritica, anche ai bambini.
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NEL mondo degli uomini è dura la vita delle rondini. Ogni primavera ne arrivano meno rispetto all’anno precedente. Anche se è rallentata la grande emorragia del ventennio 1970-1990 (40 per cento di esemplari in meno secondo i dati di Birdlife International), il declino resta costante. E, insieme alle rondini, se la passano male molte specie legate al mondo agricolo che scompare: allodole, passeri averle, cardellini. Mentre crescono gli uccelli che sono stati capaci di adattarsi alla vicinanza con l’uomo, cornacchie, colombi e storni in primis.
Ogni primavera, l’arrivo delle varie specie dalla migrazione africana è attesa dagli ornitologi italiani, che usano degli anellini applicati alle zampe per controllare la salute degli stormi. L’ultimo rapporto della Lipu, Lega italiana protezione uccelli, si chiama “Farmland bird index, Woodland bird index” ed è stato presentato a marzo di quest’anno. Descrive un calo dell’11 per cento tra il 2000 e il 2010 nella presenza di 26 specie legate all’ambiente agricolo.
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Quindici dei randagi catturati in contrada Pisciotto a Scicli (Ragusa) in seguito alle aggressioni del marzo 2009, hanno finalmente lasciato Ragusa e sono stati trasferiti in Piemonte dove sono stati accolti da un struttura dell’Enpa Piemonte specializzata nella riabilitazione e risocializzazione di cani in difficoltà.
Da tempo l’obiettivo dei volontari LAV della provincia di Ragusa, che, con il supporto della LAV nazionale, li hanno seguiti a partire dal loro ricovero in canile, era quello offrire loro la possibilità di una vita dignitosa in una struttura confortevole che li potesse accogliere e preparare all’inserimento in famiglia. Un traguardo, questo, auspicato anche dai volontari Enpa di Ragusa.
Tale obiettivo è finalmente stato raggiunto, grazie alla costanza dei volontari LAV di Ragusa, all’impegno del Settore nazionale Cani e Gatti LAV e alla preziosa disponibilità dell’Enpa Piemonte, che li ha accolti nel suo centro specializzato, oltre che al Comune di Scicli (RG) che ha erogato i fondi necessari per il trasferimento e il mantenimento degli animali.
“Il lavoro è stato lungo e durissimo, ma adesso siamo felici per aver ridato una speranza a questi cani”, commentano le Associazioni.
“La storia dei cani di contrada Pisciotto è una storia a lieto fine, tuttavia in Sicilia il randagismo continua a essere un’emergenza – proseguono Enpa e LAV – Per questo motivo è urgente affrontare in modo concreto il problema in tutta la regione, ed è necessario che ognuno dei soggetti istituzionalmente coinvolti nella prevenzione e soluzione agiscano secondo l’ambito di propria competenza, ma in maniera sinergica e attraverso una strategia comune e uniforme sul territorio siciliano”.
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ROMA – Jack, Ettore, Bingo, Gengis Khan, Pedro: sono le reclute a quattro zampe, adottate nei canili romani dall’unità cinofila della Questura. Il prossimo campione di destrezza, in arrivo nella caserma di Forte Ostiense, è Mirto: un giovane labrador nero, abbandonato dai padroni. «Non cerchiamo solo animali puri, col pedigree – spiega il responsabile, l’ispettore Claudio Marrese – ma efficaci nelle attività anticrimine o di ordine pubblico».
Il test d’idoneità si svolge in due tempi: prima con il conduttore cinofilo, poi con l’istruttore nel Centro addestramento di Nettuno. Il training dura circa sei mesi, tra propedeutica e perfezionamento. Gli esercizi sono quotidiani: «Il segreto è la costanza, più della quantità – spiega Marrese – . Se il cane è stanco o svogliato, magari perché indisposto, non lo forziamo». Sono ventitré – pastori tedeschi, labrador, un meticcio bianco a pelo lungo – gli ospiti della struttura, con campo di svago all’aperto e area ricovero. Le cucce sono al coperto, pavimentate, di dimensioni standard: su ognuna, campeggia la targa con il nome dell’inquilino. La giornata è scandita da varie uscite, per scorrazzare sull’erba e seguire il programma di allenamento. La dieta è a base di cibo secco (crocchette), integrata con umido o alimenti specifici a seconda del bisogno, siano intolleranze o disturbi passeggeri. Dopo i pasti, si osserva il riposo: il movimento è da evitare perché potrebbe causare torsioni allo stomaco e altri malesseri.
Il clou dell’attività fisica è in palestra, munita di tutti gli attrezzi per i diversi tipi di addestramento. I labrador eccellono nell’anti-sabotaggio: Benny, esemplare nero di sette anni, si cimenta in una dimostrazione dieci e lode. Il conduttore lo fa girare attorno a una ruota mobile, con barattoli di metallo su ciascuno dei raggi. Quello contenente esplosivo è contrassegnato con una “X” bianca, gli altri sono riempiti di distrattori come tè o una pallina da tennis. In meno di un minuto, Benny fiuta la sostanza pericolosa e si siede accanto alla lattina. La ricompensa è una manciata di crocchette, ingurgitate in un boccone (la razione giornaliera sono 450 grammi). «Per addestrare i labrabor – spiega l’agente che segue Benny – si fa premio sulla loro insaziabile golosità». Il meccanismo è semplice: la performance si premia con il cibo.
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Le cure? Movimento e prevenzione
Per tutto marzo sarà possibile far visitare gratuitamente il proprio animale presso più di 3.600 medici veterinari
L’home page del sito della «Stagione della prevenzione 2011» MILANO – La minuscola protuberanza di cui, tra pelle e pelo, non ci si era mai accorti durante le coccole di tutti i giorni e che potrebbe essere un piccolo tumore in fase embrionale. Una postura non corretta che può essere indice di un problema articolare più serio. Un’alterazione delle mucose o la presenza di infezioni nella bocca. E, ancora, quel principio di sovrappeso che in alcune razze può anche fare cane simpatico ma che a lungo andare può trasformarsi in obesità vera e propria e condurre all’insorgenza di una catena di patologie ben più gravi. Sono tanti i piccoli campanelli di allarme di cui i proprietari di animali domestici a volte non si rendono conto. E che possono essere invece messi in luce da una visita veterinaria di controllo che permetta di intervenire per tempo e di risolvere, in molti casi, problemi di salute che se trascurati possono finire col diventare anche letali. E’ questa la filosofia di fondo della «Stagione della prevenzione», la campagna di visite gratuite promosse dalla Hill’s e dall’Associazione medici veterinari italiani e con il patrocinio della Fnovi a cui aderiscono quest’anno più di 3.600 ambulatori in tutta Italia.
Così la visita di base
LA VISITA DI BASE – Per tutto il mese di marzo sarà possibile contattare i medici aderenti e fissare un appuntamento per una visita di base che ha come obiettivo la valutazione dello stato di salute generale del cane o del gatto. Qualora emergessero patologie o problemi di vario genere, sarà poi il proprietario a decidere il da farsi, concordando eventualmente cure e terapie con lo stesso veterinario che ha effettuato la visita o con un altro di sua fiducia. Negli scorsi anni l’iniziativa ha avuto un notevole successo. Le visite effettuate si sono moltiplicate in modo esponenziale: sono state 3.090 nel 2006; nel 2009 sono salite a 14 mila; e lo scorso anno sono balzate a 22 mila. Nei due terzi dei casi i medici hanno avuto a che fare con nuovi pazienti: segno evidente del costante aumento degli animali domestici nelle case degli italiani, ma anche di una maggiore sensibilità dei proprietari, che stanno imparando a rivolgersi regolarmente al veterinario, non limitandosi più a presentarsi in ambulatorio solo quando le malattie sono ormai conclamate.
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