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Mese: December 2011

“tu sei,cane mio,l’unico vero amico.Cosa ho fatto per meritare la dedizione che mi concedi? Quando rientro a casa mi vieni incontro scodinzolando e ti accucci ai miei piedi.Mi ripaghi così dei sacrifici e delle fatiche della giornata di lavoro”

(F.Siano)

Vademecum dell’ENPA per proteggere gli animali dai “botti” di Capodanno

Per le persone rappresentano un’occasione di festa, ma per gli animali i “botti” di Capodanno costituiscono soltanto una pesante fonte di stress e un serio fattore di rischio. «Gli animali domestici e selvatici – spiega l’Enpa – hanno sensi molto più sviluppati dei nostri, l’udito in particolare. Inoltre, possedendo codici linguistici e comportamentali diversi da quelli dell’uomo: per loro il fragore dell’esplosione costituisce un inequivocabile segnale d’allarme che innesca reazioni incontrollate di panico, e non come per noi il presunto segno di un momento di festa.»
E le conseguenza dei botti talvolta sono tragiche. Terrorizzati, gli uccelli fuggono all’impazzata dai loro nidi volando spesso alla cieca; molti di loro perdono la vita urtando contro un muro o un traliccio dell’alta tensione. Problemi anche per gli animali da reddito: sono stati segnalati numerosi casi di bovini “in attesa” che hanno abortito per la paura. Ma la notte di Capodanno tra i “sorvegliati speciali” ci sono anche cani e gatti.
«Ogni anno nella notte di San Silvestro scompaiono centinaia di cani e gatti di proprietà – prosegue l’Enpa -. Molti di loro spariscono nel nulla perché perdono la vita sotto una macchina o non riescono a più ritrovare la strada di casa. I più “fortunati”, invece, vengono portati in canile senza avere il microchip o la medaglietta di riconoscimento, e in questi casi risalire al proprietario può essere molto difficile.» Come ridurre al minimo il rischio? La soluzione più efficace secondo sarebbe quella di vietare “l’uso dei botti”; una strada, questa, che alcune amministrazioni comunali hanno già iniziato a prendere in considerazione.
Si tratta però di casi isolati e di esperienze che, purtroppo, non sono ancora molto diffuse. Per i proprietari di animali diventa allora essenziale riuscire a gestire eventuali situazioni problematiche che si potrebbero presentare a Capodanno. Ecco alcuni suggerimenti della Protezione Animali

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Cane preso a calci, indennizzato il suo dolore

Dalla Cassazione arriva una sentenza che alle persone violente con i cani degli altri farà perdere il vizio di maltrattare gli amici più fedeli. Un uomo di 71 anni, Domenico G.C., è stato infatti condannato, innanzi alla Suprema Corte, alla multa di 200 euro e a risarcire con altri 300 euro il dolore patito dal cagnolino dei vicini che aveva preso a calci ammettendo anche di averlo fatto. Senza successo l’imputato ha cercato di evitare la condanna «per danneggiamento di animale altrui» sostenendo, in Cassazione, che il cane da lui «sbattuto a terra e preso a calci» non aveva riportato alcun «danno giuridicamente apprezzabile», e nessun «deterioramento».

BOTTE E COCCOLE – Ma i supremi giudici hanno fatto carta straccia di questa tesi e hanno replicato che «la sintomatologia rilevata al momento della visita da parte del veterinario era dimostrativa di un processo patologico ancora in corso, come tale integrante malattia e quindi deterioramento». Durante la visita, il dottore aveva riscontrato «dolorabilità del cane a livello del carpo sinistro e della zona mandibolare sinistra». La circostanza che l’animale picchiato nonostante le botte prese dal vicino continuasse a «gradire le sue coccole», circostanza raccolta dalla difesa del «picchiatore», non è stata presa in nessuna considerazione dai supremi giudici.

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Europa e Russia insieme per le foche

Le foche ora potranno applaudire: non sbattendo le pinne sulla pista di un circo, in attesa del boccone-premio, ma nel loro habitat naturale. Già, perché Russia, Kazakistan e Bielorussia hanno scritto la parola fine all’esportazione e all’importazione delle loro pellicce, in particolare di quelle della specie «arpa» (chiamate così per la chiazza sulla schiena degli esemplari maschi, simile allo strumento musicale, nome scientifico Pagophilus groenlandica), quelle più direttamente minacciate dalla caccia praticata in maniera estensiva in Canada. La scelta recepisce il veto espresso dall’Unione Europea nel 2009 ed è in sintonia con la volontà dell’ex presidente russo, Vadimir Putin, di opporsi «all’industria sanguinaria», praticata anche nel nord-ovest del Mare di Barents. Il Canada – dove la caccia è consentita, malgrado la censura internazionale – rimane, così, sempre più isolato.

«Il mondo – sottolinea Simone Pavesi, responsabile della campagna pellicce per la Lav – si sta chiaramente muovendo in favore di una tutela di questi animali e della promozione di attività economiche alternative. E’ ora che il Canada faccia lo stesso, cominciando a ritirare il ricorso avanzato in sede di Organizzazione mondiale del commercio, contro il bando europeo». Entusiasta del provvedimento, l’attrice Brigitte Bardot, da sempre in prima linea nelle battaglie animaliste: «Mio premier preferito – ha scritto BB in un messaggio a Putin – le auguro tutto il meglio per i mesi e gli anni a venire. Grazie per aver sempre preso in considerazione le mie richieste, mi dispiace di non godere di un tale sostegno nel mio Paese, scandalosamente retrogrado quando si tratta di difendere gli animali».

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Capodanno, Torino dice no ai botti «Spaventano gli animali»

Per i nostri amici a quattro zampe la notte di San Silvestro, si sa, è la più lunga e insieme la più brutta dell’anno. Con il brindisi di fine anno arrivano immancabilmente i botti e per cani e gatti è una vera tortura, un incubo. L’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) fornisce a riguardo dati allarmanti: 5.000 animali,domestici e non, perdono la vita ogni anno nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio.
Tra le vittime, oltre 500 cani e altrettanti gatti, nonchè uccellini e animali del bosco che muoiono letteralmente di paura. Il Comune di Torino ha voluto porre rimedio alla cosa con un certo anticipo. Un regolamento entrato in vigore lo scorso marzo prevede infatti che chi fa esplodere «botti, fuochi d’artificio, petardi e articoli pirotecnici in genere» nel capoluogo piemontese può essere punito con multe dai 25 ai 500 euro per maltrattamento degli animali e rischia addirittura una denuncia penale.

NESSUNA DEROGA – Il regolamento per la tutela degli animali permette delle deroghe, ma l’amministrazione torinese ha deciso che per Capodanno non si fanno eccezioni. Vietato dunque spaventare gli animali. «È molto importante – sostiene Giuseppe Portolese, dirigente del settore tutela animali del Comune di Torino – che venga riconosciuto il fatto che i petardi causano danni agli animali e non sono solo un disturbo per la quiete pubblica».

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Non sprecate il tempo a scacciare il gatto dal letto: tornerà comunque.

( Stephen Baker )

Cuccioli sotto l’albero, allarme della Forestale: «Traffici illeciti, un pericolo per chi compra»

Un pet sotto l’albero? Se a Natale impazza la voglia di regalare un cucciolo, prima di cedere all’impulso è bene ponderare la scelta. Già, perché «quando si prende un animale – ricorda Cristina Avanzo, vicequestore aggiunto del Corpo Forestale dello Stato, responsabile del Nirda (Nucleo investigativo reati in danno agli animali) – è per la vita». Questione di consapevolezza, ma non solo: l’acquisto responsabile è anche un freno al traffico illecito e ai maltrattamenti.

La regola, per evitare truffe e non essere implicati in scambi poco trasparenti, è quella di verificare sempre la riconoscibilità del venditore: «No agli acquisti online da persone estranee – raccomanda la Avanzo – delle quali si conosce solo il numero di telefono. E guai agli scambi in autostrada, senza poter risalire all’allevamento e ai genitori dell’animale».
E’ indispensabile, inoltre, richiedere subito la documentazione sanitaria che certifichi la corretta profilassi. Le cautele, però, non sono mai troppe: «Consiglio di tenere il cucciolo sotto controllo nei primi dieci giorni – suggerisce la responsabile del Nirda – e, se dovesse manifestare sintomi di malessere, di consultare il veterinario di fiducia. Spesso, gli esemplari di provenienza illegale sono imbottiti di antibiotici, ma non curati in modo adeguato».

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«Treni vietati ai cani, intervenga Passera»

Il debutto di «Italo», il nuovo treno della Ntv di Luca di Montezemolo presentato come «il più moderno d’Europa» e che da gennaio coprirà alcune tratte ad alta velocità sull’asse Est-Ovest e su quello Nord-Sud, è stato accolto con entusiasmo per la ventata di concorrenza che porterà in un mercato fino ad oggi occupato dalla sola Trenitalia. Ma di questa concorrenza non si accorgeranno i proprietari di cani di media e grossa taglia che anche la nuova compagnia ha deciso di escludere dalle proprie carrozze. Mentre con Trenitalia sui convogli di classe Eurostar/Frecce possono viaggiare solo animali che stanno in trasportini di 70x30x50, su «Italo» potranno viaggiare anche cani leggermente più grandi a patto che una volta nel trasportino non pesino più di 10 kg. Una limitazione che di fatto equivale a quella delle Fs: già un cane non particolarmente grande come il maltese, per esempio, una volta posizionato nella gabbietta raggiunge facilmente il limite di peso stabilito.

L’INTERROGAZIONE – Una situazione, questa, che ha indotto i senatori del Pd Donatella Poretti, Marco Perduca e Roberto Della Seta a presentare un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico e dei Trasporti per sapere se il governo intenda fare qualcosa e intervenire per esercitare, quanto meno, un po’ di «moral suasion» sulle due società affinché vengano rivisti i regolamenti che, così come sono attualmente, impediscono di fatto la mobilità a chi si sposta con il cane sulle lunghe distanze (sui treni regionali i cani possono invece viaggiare, seppure nel vestibolo tra le carrozze e con esclusione della fascia oraria dei pendolari). E questo in base al criterio che il trasporto su rotaia è un servizio pubblico e non una questione di mercato (nell’interrogazione viene citata la posizione di Trenitalia riportata sul Corriere.it nei giorni scorsi, che parlava proprio di norma decisa per assecondare le richieste della clientela).

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Torturati, scuoiati e annegati: l’orripilante fine di cinque cani in Germania

Torturati, scuoiati e annegati: è la sorte toccata a cinque cani ritrovati nella tedesca Viersen, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, nel fiume Niers. Qualcuno, secondo quanto riporta oggi la Bild, li ha uccisi, li ha scorticati per gettarli infine nel fiume. E oggi il tabloid pubblica l’immagine raccapricciante di quel che resta dei cinque animali.
CACCIA AI RESPONSABILI – Gli inquirenti danno ora la caccia al responsabile. Individuarlo però non sarà semplice, dal momento che i cani non hanno alcun segno di riconoscimento: mancano sia il chip sia il tatuaggio sull’orecchio necessari all’identificazione.

ANALISI SULLE CARCASSE – «Stiamo pensando di far analizzare le carcasse degli animali da un veterinario, così si potrà capire anche di che razza si tratta», ha spiegato un portavoce della polizia tedesca. Dalla razza degli animali, gli inquirenti potrebbero infatti fare delle deduzioni sul proprietario.

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3) Tre tuoi consigli alle donne per essere alla moda senza indossare pelo animale.
- ECO PELLICCE! E’ il trend del momento. Sono bellissime, sembrano vere e indossandole, salviamo la vita a più di un’animale.
- Chiedete le giacche senza l’ornamento di pelliccia sul cappuccio o ai polsi. L’ho sempre fatto e sono sempre stata alla moda!
- Non comprate le Ugg! Vengono fatte con pelo e pelliccia di pecore Australiane. Esistono delle imitazioni che costano molto meno e sono fatte di Faux Fur (pelliccia finta). Bisogna stare attenti quando si scelgono, tante delle sottomarche Ugg usano il pelo e la pelliccia del cane-procione. Per non parlare del fatto che spesso questi animali vengono scuoiati vivi!

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