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Mese: August 2011

“solo dai cani dai bambini e dagli ubriachi si conosce la verità ”

(Anonimo)

ECCO LA “TASSA” SUI CANI: SOVRAPPREZZO DA 40 A 80 EURO PER L’OSPITALITÀ DEI QUATTROZAMPE

La crisi picchia duro ma per i proprietari dei quattrozampe arriva una brutta e amara sorpresa. La novità dell’estate 2011, infatti, si chiama “contributo per la disinfestazione”, un vero e proprio sovrapprezzo richiesto dai gestori di alcune strutture turistiche italiane per ospitare i quattrozampe”. A denunciarlo è l’Ente Nazionale Protezione Animali che, alla vigilia dell’esodo estivo, ha ricevuto le segnalazioni di numerosi turisti arrabbiati, e preoccupati.

Secondo quanto appreso dalla Protezione Animali, “la tassa”, il cui importo può variare tra i 40 e gli 80 euro, viene motivata con l’esigenza di disinfestare l’alloggio al termine del soggiorno. Motivi di igiene dunque, ma l’Enpa sospetta che dietro questo extra si nasconda l’ennesimo tentativo di lucrare sugli animali e sui loro proprietari. «In quanti casi si è proceduto effettivamente alla disinfestazione?», chiede provocatoriamente la Protezione Animali. Un dubbio, questo alimentato dalla constatazione che le richieste di extra non sempre sono avanzate in modo trasparente.

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Anche i cani possono scottarsi. Come affrontare l’estate con Fido & Co.

Mare, montagna, campagna. Chi va in vacanza con il proprio cane (e sempre più numerosi sono coloro che lo fanno) deve avere ben chiara la destinazione dove recarsi con l’amico a quattro zampe. Felice di fare tutto ciò che fa il padrone, senza tener conto dei rischi per la salute. Non li conosce, così come spesso non ne è al corrente il padrone. Preoccupazioni eccessive? Può darsi. Eppure pochi sanno che un cane al mare rischia le scottature come gli umani e che ha bisogno di specifiche creme protettive. Come pure può risentire di lunghe passeggiate in montagna se non è allenato. Dei viaggi in macchina durante gli assolati e tormentati esodi per le vacanze forse si sa già di più, ma dei colpi di caldo sulla spiaggia ben pochi ne tengono conto.

ATTENTI AL «PASSAPORTO» – Angelo Troi, segretario nazionale del sindacato dei veterinari libero-professionisti (Sivelp), svela al Corriere alcuni dei rischi «impensabili». Da cui trarre un manuale sul come affrontare le vacanze con l’amico a quattro zampe. Prima di tutto: durante i trasferimenti in auto come comportarsi? «Soste frequenti, acqua a disposizione e cibi leggeri sono norme di buon senso per il viaggio. Sono in commercio degli spray a base di sostanze odorose (ferormoni) che tranquillizzano l’animale, per farlo sentire a proprio agio». Il Sivelp ha anche predisposto un memorandum sul proprio sito. Dai documenti da portare in viaggio, alle regole da rispettare (in particolare i divieti). La prima cosa da fare quando si parte con i propri animali è di verificare di averli iscritti all’anagrafe e di avere, quindi, con sé il libretto sanitario al fine di agevolarne la cura in ogni parte del Paese. «Mai dimenticare il passaporto, soprattutto se si va all’estero», dice Troi. Il passaporto? Ma come anche i cani lo devono avere? «Certo. Si tratta di un libretto di colore blu rilasciato dalle Asl sul quale il veterinario di fiducia certifica: vaccini, trattamenti antiparassitari e il buono stato di salute». Nel caso specifico dell’anti-rabbica, per i soli spostamenti all’interno del territorio nazionale, il passaporto può essere sostituito da un certificato di vaccinazione (modello 12) da esibire in caso di eventuali controlli.

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Delfini del Mekong a rischio estinzione

Rischiano l’estinzione i delfini dell’Irrawaddy che vivono nel fiume Mekong, in Cambogia: ne restano solo 85 esemplari, secondo uno studio del WWF condotto tra il 2007 e il 2010, che indica come particolarmente allarmante la moria dei cuccioli.

ANIMALE SACRO – Il delfino dell’Irrawaddy (Orcaella Brevitrostris) è considerato sacro sia dai Khmer che dai Lao ed è una fonte importante di reddito e di occupazione per le comunità coinvolte nelle iniziative di ecoturismo di dolphin-watching. Questi delfini vivono nelle aree costiere del Sud e Sud-Est asiatico e in tre fiumi: l’Ayeyarwady (Myanmar), il Mahakam (Borneo indonesiano) e il Mekong. In quest’ultimo sono presenti in un tratto di 190 km, tra Cambogia e Laos, che sta subendo pesanti modifiche ambientali per la costruzione di centrali idroelettriche e sbarramenti fluviali. Anche se è ormai inconfutabile che la principale causa della morte dei delfini adulti è la pesca con le reti, sono poco chiare le cause della bassa sopravvivenza dei cuccioli.

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Ticino, il ritorno degli storioni Fiocco azzurro per 20mila «cuccioli»

Lieto evento nel Parco del Ticino. Negli incubatoi del centro parco «La Fagiana» di Magenta, in provincia di Milano, sono nati 20 mila piccoli storioni della specie «cobice». Questi animali sono considerati specie protetta dall’Unione Europea e la nascita – ottenuta tramite la fecondazione artificiale – dei nuovi avannotti (i “cuccioli” di pesce ndr) era attesa da quattro anni.
Due anni fa un altro tentativo era andato a vuoto.

Le uova fecondate dai biologi del Parco si erano ricoperte di muffa e i piccoli non erano mai nati. Nel 2010, invece, nessuno degli esemplari femmina allevati dal Parco a Cassolnovo (Pavia) era pronto per la riproduzione. Quest’anno, invece, 20 mila delle 40 mila uova fecondate hanno dato vita a 20 mila piccoli storioni. La reintroduzione di questo pesce nel Ticino, da cui è scomparso a causa dell’inquinamento e di altri fattori, è cominciata nel 2003 con l’avvio del progetto. Nel 2008, le prime nascite in cattività. Per far capire la velocità con cui questa specie si stava avviando alla scomparsa, bastano due numeri: nel 1982 nei mari dell’Eurasia ne furono pescate 28 mila tonnellate. Nel 2009 meno di 2 mila.

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Puoi dire qualsiasi stupidaggine a un cane, e lui ti restituirà uno sguardo che dice: “Mio Dio, hai ragione! Io non ci sarei mai arrivato”.

(Dave Barry)

«Happy feet» pronto a tornare a casa

Il pinguino imperatore che si era perso in Nuova Zelanda ora è pronto a tornare allo stato selvatico. Abituato a vivere nel posto più a sud dell’emisfero, a circa – 50 gradi centigradi, era capitato in quel posto così lontano dove da ben 44 anni non si vedeva un animale del genere.
A 4000 KM DA CASA -Era stato trovato il 20 giugno scorso a Peca Peca Beach e subito la storia del pinguino imperatore capitato misteriosamente a 4000 km da casa aveva fatto il giro del web e del mondo. Trasferito allo zoo di Wellington, dove è stato curato dopo essersi ammalato per aver mangiato sabbia scambiandola per neve, grazie alle attenzioni ha guadagnato peso, mettendo su oltre 4 chili e ora, dopo una lunga convalescenza, sta bene. E presto potrà ritornare nell’oceano.

STAR DEL WEB -L’animale è continuamente ripreso da un web camera ed è diventato una piccola star del web con un seguito di più di 120 mila persone e gruppi dedicati su Facebook e Twitter. Il suo nome d’arte è «Happy Feet», dal lungometraggio d’animazione 3D del 2006 firmato da George Miller. La pellicola parlava del piccolo pinguino Mambo, a cui era toccato in dote un eccezionale talento nella danza al posto delle normali dote canore di cui sono dotati i pinguini. Una storia di diversità, insomma, come del resto quella di questo tenero animale che perde la strada di casa e si trova in un ambiente così differente dal suo habitat naturale, solo e diverso in un mondo che non gli appartiene.
TORNARE NELL’OCEANO – I responsabili dello zoo di Wellington sostengono che Happy Feet sia in gran forma: «Gli abbiamo costruito una mini ghiacciaia per consentirgli una temperatura adeguata, è ingrassato e gioca con il termometro». Le cure sono state possibili grazie a una campagna di raccolta fondi che ha provveduto a racimolare la cifra di 10 mila dollari, ma per ultimare il salvataggio saranno necessari altri fondi. L’obiettivo ora è restituirlo alla sua vita, lontano dai riflettori.

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Verona, detenuti incontrano i loro cani

Un colloquio singolare e di notevole importanza, quello avvenuto presso il carcere di Montorio (Verona), dove due detenuti hanno ottenuto la possibilità di incontrare i propri cani.
La distanza obbligata dalla detenzione, che rappresentava motivo di sofferenza tanto per i due detenuti che per i due animali, si è accorciata, così Shony e Briciola hanno avuto la possibilità di entrare nel penitenziario e avere a disposizione per l’incontro l’area verde della struttura.
Soddisfazione è stata espressa dal direttore del carcere, che ha ricordato come la dimensione affettiva non debba essere tagliata fuori dalla vita dei detenuti. Per la LAV si tratta anche di una “lezione” positiva rivolta a coloro che invece alla prima difficoltà o per indifferenza abbandonano gli animali, commettendo così un reato.
Non è la prima volta che la relazione affettiva con un animale ‘di famiglia’ trova spazio nei principi dell’ordinamento penitenziario

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Cagnolina salva 20 famiglie da incendio

BERGAMO – Lei da sola ha salvato venti famiglie. Non è un’eroina dei fumetti ma una cagnolina di razza shitzu, che abbaiando ha salvato un intero condominio in cui era scoppiato un incendio. È successo domenica mattina alle 4 in una palazzina di cinque piani in via Foscolo a Bergamo. Un corto circuito al quadro elettrico dell’edificio ha provocato un incendio, il cui fumo ha presto riempito le scale della palazzina, dove le venti famiglie stavano dormendo ignare.

L’ALLARME DI SOFI – L’unica ad accorgersi di quanto stava accadendo, grazie al suo fiuto canino, è stata la cagnolina Sofi, che ha cominciato ad abbaiare, svegliando il suo padrone Pierfranco Vitali, di professione guardia giurata. L’uomo, dopo i primi attimi di sorpresa, si è accorto di quanto stava accadendo e anche che la situazione era già grave. Il fumo che aveva riempito le scale era così denso che era impossibile passare. L’uomo ha allora avvisato il 115 e ha bussato a tutte le porte, i cui inquilini si sono messi in salvo sui balconi in attesa dei soccorsi.

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Palio Siena, da Brambilla pensiero condiviso

Bene ha fatto, secondo la LAV, il Ministro del Turismo Brambilla a spiegare, con una lettera, le ragioni che hanno determinato l’esclusione del Palio di Siena dalle manifestazioni destinatarie del premio “Patrimonio d’Italia per la tradizione” dedicato alle feste e rievocazioni popolari che non utilizzano animali.

“Si direbbe che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: è un dato di fatto che gli organizzatori del Palio di Siena non hanno mai voluto instaurare alcun dialogo e confronto costruttivo per tener conto delle ragioni di chi non vuole più veder morire cavalli a causa di questa ‘festa’ – afferma il Presidente della LAV Gianluca Felicetti – L’attacco al Ministro Brambilla è fuori luogo perché il Ministro, nel stigmatizzare l’uso di animali in questo e in altri palii, rappresenta il pensiero più condiviso da parte degli italiani, i quali considerano importante tutelare le tradizioni e le radici storiche tanto quanto gli animali”.

La LAV interviene anche sulla sperimentazione di un lettore a infrarossi che scannerizza l’iride dei cavalli in corsa per il Palio di Siena al fine di rendere sicuro il loro riconoscimento ed evitando così eventuali scambi di cavalli: “questa notizia invece di tranquillizzarci sembra confermare in modo inquietante la sussistenza di questo potenziale rischio, da alcuni ridotto a pura leggenda”.

“Non si capisce perché si dovrebbe sperimentare un tale apparecchio, che ci auguriamo davvero non invasivo, per un problema inesistente: ci sembra una contraddizione a dir poco sospetta”, prosegue Gianluca Felicetti.

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