La Gazzetta
degli Animali
 

De Darc Said ov de MUUUN - di Stefano Paolocci


". So, so iu tinc iu ken tell, even from ell? Blu scais from pein?".

Muuun canta sempre quando è l'ora della pausa. Infila le sue cuffie stando ben attenta che il filo non s'impigli nell'etichetta gialla che ha appesa sull'orecchio e su cui noi abbiamo scritto:

Nome: MUUUN

Luogo di nascita: London (che sta per Londra)

Data di nascita: già, bella domanda.

Razza: Frisona (anche se noi di dubbi ne abbiamo. e tanti)

Passatempi: nessuno in particolare (tranne che, quando le abbiamo fatto notare come ascoltare musica poteva essere a tutti gli effetti un'occupazione divertente, ci ha risposto che lei non ascolta musica, ascolta i Pink Floyd, aggiungendo anche un "scusate se è poco").

Le altre colleghe, tutte con le zampe unite sotto la scrivania in attesa che arrivi il signor Guido, il capo, la guardano e scuotono la testa. Sono convinte che al lavoro non ci si debba comportare così: al lavoro ci si viene per fare il latte, che scherziamo!

E già, il latte... magari fosse così semplice! Muuun non riesce a fare neppure quello: chi ha provato per la prima volta a mungerla si è dovuto accontentare di un intero secchio di cioccolata. Sì, sì, avete capito bene, di calda e fumante cioccolata. E' anche per questa ragione che quando ci hanno chiesto di registrare la sua razza, come dire, abbiamo avuto dei dubbi: Muuun non è esattamente il genere di mucca che ci hanno insegnato a riconoscere. D'altronde c'era da aspettarselo da una che invece di essere bianca e macchiata qua e là di nero, è nera e macchiata qua e là di giallo.

Ah, quasi lo dimenticavamo: lei non mangia erba, nossignori! Lei vuole solo i biscotti alla marmellata, per giunta la marmellata di melone. Pensavate non esistesse vero? Invece no, esiste e la vuole Muuun.

E poi queste cuffie... insopportabile!

C'è soltanto la piccola Caterina che sembra andarci d'accordo. Caterina o Cate, come la chiama il nonno, è giustappunto la nipotina del signor Guido alias il capo. Lei piomba nella stalla il Sabato pomeriggio poco prima del pranzo e se ne va sempre poco prima di qualcos'altro: poco prima della cena, poco prima della nanna, poco prima della Domenica.

Durante tutto il tempo in cui c'è lei, Muuun sparisce dall'ufficio lasciando la sua mangiatoia incustodita, la sua mungitrice elettrica a succhiare aria e a sputarne dell'altra e la sua quota latte giornaliera miseramente vicina allo zero. Qualcuno dice che escano per andare a giocare nel parco con altalene e scivoli. Mah, ne dubitiamo: una mucca che scivola da uno scivolo finirebbe almeno in prima pagina sul giornalino parrocchiale e la cosa, ne siamo certi, noi che lo compriamo tutte le Domeniche in edicola, finora non è mai accaduta. Altre sue colleghe mucchesche, le più malelingue a dire il vero, sono convinte che le due si assentino per seguire un corso di rock & roll acrobatico nella palestra del vicino paese. Anche qui altro "mah!": che non sia forse l'invidia di doversi accontentare, vista la mole, di piccoli e poco aggraziati movimenti a muovere tali fantasie? Neppure il signor Guido da far suo, sa bene che succede, ma lui è così felice di vedere la gioia negli occhi della sua Caterina che le lascerebbe fare e disfare il mondo intero. Noi invece una mezza, anzi, un'intera idea su quello che le due amiche fanno, ce la siamo fatta.

Curiosi eh?

Ok, accontentati, in fondo oggi è Sabato, venite... voi due, laggiù, sì, proprio voi, abbassatevi i codini sennò vi vedono.

 

Guardale un poco che impertinenti: stanno scavalcando lo steccato del recinto. Se il signor Guido le vedesse... 

". Auaiuishh, auaiuishh iu ueriir. "

"Muuun? Muuunnina? Muuunnetta?"

".Auaiuishh. Cate ma cos'è che fai?!?"

"Insomma, le togli le cuffie o no?"

"Guarda che ti sento lo stesso"

"Sì, come no: saranno dieci volte che ti chiamo... dov'è piuttosto che mi stai portando?"

"A casa, dove sennò"

"Ma io non voglio andare a casa, uffa!"

"Non è l'ora dei cartoni?"

"Certo che lo è, ma lo stesso non ne ho voglia!"

"Seguimi, non te ne pentirai. Ti ho mai delusa?"

"Quella volta che hai finito tutte le patatine con il ketchup, sì"

"Vabbè ma avevo fame. Tuo nonno mi aveva dato la marmellata di fragole per i biscotti: "nel negozio del Mario l'avevano finita quella al melone" ha cercato di scusarsi. Intanto io per poco non morivo di stenti..."

"Ma dai, se quando sono arrivata li avevi finiti tutti i biscotti!"

"E che vuol dire, quello era per non darti l'impressione di una mucca smunta".

 

Le vedete? Guardate come se la ridono. E poi Muuun con quelle sue macchie gialle che le traballano tutte e la sacca a tracolla che ballonzola di qua e di là. Avviciniamoci alla finestra della cucina, così sbirciamo.

 

"Dai, sdraiamoci in terra!"

"Muuun la mamma non vuole, dice che prendo freddo"

"Come prendi freddo, non capisco mica come sia possibile? D'estate, con tutto il sole che entra, il pavimento sembra una piastra per cuocere le piadine, mentre in inverno, a furia di bruciare intere foreste, il camino lì di fronte lo fa assomigliare alla sabbia del deserto a mezzogiorno di un Mercoledì senza pioggia"

"Ok, mi sdraio, smettila di dire stupidaggini"

"Quanto sei perfettina... facciamo pace?"

"Non abbiamo litigato"

"Allora: fai esattamente quello che faccio io"

 

Come sospettavamo: lo stanno rifacendo...

 

"Pronta? Allora, prima mossa: pancia in su"

"Pancia in su"

"Seconda mossa: pancia in giù"

"Pancia in... ma che fai? Così torniamo come all'inizio"

"E dai, mi ero sbagliata... uffa non mi fai passare niente. Ricapitolando: prima mossa, pancia in giù"

"Bene"

"Seconda mossa: mani sotto il mento"

"Mani sotto il mento"

"Terza mossa: strisciare verso la TV"

"Strisciare"

"Quarta e ultima mossa: accendere e pigiare il canale dei cartoni"

"Ma stiamo appiccicati al televisore! Ci vengono gli occhi storti!"

"E' vero. Ma noi non vogliamo guardare tutto lo schermo, vogliamo vederne solo uno spicchio"

"Solo uno spicchio? Ma sei fuori Muuun?"

"No che non sono fuori, sono in casa cone te! E adesso rispondimi: perchè dobbiamo accontentarci sempre e soltanto del disegno intero?"

"Non so. ah, ci sono: perché così riusciamo a capire meglio cosa succede?"

"Forse. Ma se il disegno è fatto da tanti piccoli segni di colore, tanti piccoli spicchi di schermo, perchè non dedicare anche a loro la giusta attenzione?"

"Non capisco Muuun, spiegati meglio"

"Ok Cate, ci provo, ma tu stai ben attenta. Allora: tutte le piccole e microscopiche immagini che appaiono sul televisore fanno l'intero cartone animato, giusto?"

"Sì, giusto"

"Se io ne togliessi prima una, poi un'altra infine che ne so, cento, trecento... che accadrebbe?"

"Che io vedrei un cartone bucherellato, un disegno con degli spazi vuoti, dei buchi neri"

"Bravissima Cate e allora?"

"Allora può darsi che tutte le immagini, anche le più piccole, servono a formare quella più grande!"

"Esatto! Quindi perché non darle il giusto premio? Guardiamole più da vicino, conosciamole meglio, facciamole sentire importanti!"

"Sì, dai, facciamolo"

 

Ecco, quando lo verrà a sapere il signor Guido che la piccola Caterina si diverte a vedere la TV con la punta del naso che le tocca lo schermo, andrà su tutte le furie... o forse no, forse se glielo dicessimo rischieremmo di farlo inquietare noi il signor Guido, in fondo Caterina si sta divertendo... meglio tacere.

Tacere e spiare.

Spiare e tacere.        


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