La Gazzetta
degli Animali
 
PERCHE' UN CANE - Sandro e Loretta
 
        

Perché un cane

Abbiamo sempre avuto un cane.

Il primo ce lo hanno regalato come regalo di nozze: aveva 70 giorni e si chiamava Carlo del Roxius, poi "ribattezzato" Dodo; era un boxer tigrato (razza allora molto poco conosciuta).
Dodo ci ha insegnato ad amare i cani, con dolcezza, sicurezza, allegria e tanto, tanto amore. Era un cane eccezionale, dotato di un equilibrio incredibile e di un elevato senso dell'humor.
E' riuscito -su sua iniziativa- a far passare la paura dei cani a due nostri amici che erano terrorizzati, riuscendo a convincerli "che non c'è cosa più bella che accarezzare un cane".
Ha addestrato un cucciolo che avevamo preso, insegnandogli le buone maniere secondo la legge dei cani (il vecchio e mai dimenticato branco): una notte verso le 4.00 è venuto a piagnucolare vicino al nostro letto e noi lo abbiamo richiamato dicendogli che era presto e che lo avremmo portato fuori come al solito alle 7.00, domandandogli in conseguenza se era diventato matto a chiedere di uscire così presto; dopo pochi secondi abbiamo sentito un cane che stava facendo pipi in casa: era il cucciolo; abbiamo acceso la luce e abbiamo visto chiaramente che Dodo stava ridendo...
Ha fatto ... tante altre cose che rimangono nei nostri ricordi (è stato il primo nostro grande cane!).

Dopo abbiamo avuto come compagno il cucciolo addestrato da Dodo: si chiamava Poldo degli Ulani, detto Poldo o "Ciuffin", anche lui boxer tigrato.
Poldo, secondo i miei figli, è stato il loro gioco più bello. Era un boxer immenso e fortissimo e tanto buono e coraggioso. Era molto permaloso e si arrabbiava se io o mia moglie ci assentavamo e non stavamo con lui, tanto da "tenerci il muso" per varie ore. Anche lui si è dato da fare per far passare la paura dei cani ad alcuni amici.
Anche lui ha lasciato tanti ricordi.

Quando è morto Poldo abbiamo preso una boxerina di nome Mara. Mara probabilmente aveva capito che a noi piacevano più i maschi che le femmine e pertanto si dava da fare a sembrare un maschiaccio: era birichina, faceva la pipi alzando la gamba come i maschi, giocava e faceva la lotta come un maschio.
Era molto dolce la nostra "bambina"; non ha avuto bisogno di far passare la paura dei cani a nessuno, perché nessuno aveva paura di lei. Oltre tutto era bianca e questo la rendeva ancora più dolce.
Naturalmente anche Mara ha lasciato tanti ricordi.

Quando è morta Mara abbiamo preso un cucciolone di boxer tigrato di nome Dovillo della Zinzella, detto Dovillo, che ora vive con noi e che da qualche mese ha anche una compagna, una boxerina fulva, che si chiama Maria.

Questa è la storia, ma il motivo per cui abbiamo sempre avuto un cane è difficile da dire tanto è ovvio: si sta bene con un cane, senza si soffre di solitudine.
Quando muore uno dei nostri cani, ne andiamo subito a prendere un altro: il nuovo non sostituisce quello scomparso, che continua a vivere nei nostri ricordi, ma ci impegna talmente con la sua richiesta di affetto, per cui abbiamo meno tempo per soffrire.


Perché solo boxer

Il boxer è come il maggiolino della Volkswagen: o te ne innamori o non ti piace proprio.
I boxeristi sono soggetti un po' particolari: amano un cane esagitato, pronto a saltarti addosso per giocare quando sei vestito bene, capace di avere la bava dopo una breve corsa, ...
Ognuno di loro ha un motivo, certamente legato a una delle tante storie avute col proprio cane.
Il dato oggettivo è nello standard della razza: il suo equilibrio, la sua allegria, la sua ottima indole coi bambini, la serietà e l'impegno nel fare la guardia, il coraggio, ...
A noi piace il boxer per tutto questo, piace questo cane di razza così vicino per spontaneità e intelligenza ai meticci, piace questo animale capace di farti venire complessi di colpa se lo sgridi, piace la sua maniera di essere il tuo cane.

La nostra storia con Dovillo



Subito dopo la morte di Mara ci siamo messi a cercare un altro cane che con la sua vivacità ci distraesse dal ricordo e col quale iniziare un altro meraviglioso rapporto.
Quando abbiamo visto Dovillo, cagnone di 11 mesi, ce ne siamo innamorati (soprattutto Loretta): ci è piaciuto il suo sguardo, la sua espressione; sembrava un cane vivacissimo e allegro, con qualcosa di particolare "dentro".

Dovillo è un cane intelligentissimo (un cane ingegnere): lancia la sua pallina su piani in pendenza e studia dove secondo lui finirà la pallina per andarla ad aspettare là, butta i suoi giochi di plastica nel laghetto e li spinge sotto con una zampa, perché gli piace vederli schizzare fuori dall'acqua ed afferrarli al volo, ...

Dovillo è molto bello e lo sa benissimo, anche se non è troppo vanitoso, perché la sua necessità di fare birichinate è talmente forte che non riesce a perdere tempo a stimarsi, quando può fare scherzetti ai suoi padroni e alla sua compagna.

Dovillo è molto allegro ed entusiasta: ha un'incredibile voglia di vivere. Tutto è interessante per lui, da un riccio che passa nel cortile a una foglia che si muove, da un cane con cui giocare a un gatto che non vuol scendere dall'albero.

Dovillo ha un carattere eccezionale, secondo lo standard canino; non ha paura degli altri cani e contemporaneamente non è aggressivo nei loro confronti; è curioso e si confronta con tutti quelli che può, grandi o piccoli che siano. Se si può, dopo che ci si è conosciuti, si gioca, altrimenti è sempre pronto a dimostrare chi è il più forte: Dovillo è una massa di 42 kg di muscoli, anche perché fa 7 km al giorno di corsa con noi (lui a piedi, noi in bicicletta).
Quando bisticcia con altri cani rispetta il rituale dei lupi e, anche se vince sempre, non ferisce mai l'avversario: riesce sempre a dimostrare la sua superiorità senza essere aggressivo. Assomiglia tanto ai meravigliosi cani di Konrad Lorenz.

Dovillo trasferisce ai suoi cuccioli (ne ha avuti tanti, ma lui è intenzionato a continuare nell'impresa) il suo carattere: i suoi cuccioli (alcuni anche cresciutelli) hanno una intelligenza e un carattere incredibili, tanto che sono adorati (e viziati) dai loro padroni. Quando rivedono il padre anche dopo mesi si profondono in effusioni entusiastiche che Dovillo contraccambia, mantenendo, come tutti i boxer, la sua natura di cucciolo.

Dovillo capisce i nostri sentimenti, le nostre sofferenze, le nostre allegrie, ... Le sue pretese di essere compreso (tempo per giocare, improcrastinabilità del suo giretto di 7 km anche se nevica, ...) sono ben poco rispetto a quanto lui da a noi.

Dovillo è il nostro grande cane.


Le gare di Dovillo




Quando abbiamo preso Dovillo, l'allevatore che ce lo ha dato ci ha chiesto di andare in gara (di bellezza), cosa che abbiamo fatto con una certa regolarità.
Le gare di bellezza prevedono che il cane venga esaminato da fermo per controllarne la morfologia, in movimento e, per i boxer, anche a diretto confronto con gli avversari, cosa che ai boxer piace molto in quanto possono sfidarsi con tanti cani.
A volte vi sono giudici che valutano molto la capacità atletica del cane per cui lo fanno correre per parecchio temo (e così di solito "scoppiano" i "padroni"): in questo caso Dovillo trova la cosa ancor più divertente perché può inseguire e superare gli altri cani, che non sono abituati a passeggiate di 7 km.
Le gare sono di diverso tipo.
Ci sono le paesane dove sono in palio prosciutti e salami e dove si va per stare in compagnia con altri appassionati di cani e per ridere, anche perché non sempre i giudici sono esperti delle razze che giudicano.
Ci sono invece le mostre specializzate dove l'agonismo (da parte degli umani) è molto forte perché sono in palio titoli importanti.
Per diventare campione di bellezza si devono vincere molte gare in mostre specializzate (mostre nazionali e internazionali, raduni del boxer club).
Ad esempio per diventare campione italiano si deve arrivare primi con la qualifica di eccellente e con l'attestazione della attitudine del cane a diventare campione in quattro gare e con giudici diversi (due gare nazionali, una internazionale e un raduno).

Dovillo è campione nazionale, internazionale e del boxer club.

Dovillo è arrivato 1° per ben 20 volte e si è qualificato 2° per ben 8 volte.
Per varie volte è risultato migliore di razza e nel raggruppamento dei molossoidi si è classificato una volta 1° e una volta 2°.
E' arrivato 1° al campionato nazionale austriaco, una volta 2° e una volta 3° al campionato nazionale italiano e 4° all'Atibox (una specie di campionato mondiale dei boxer).
I piazzamenti sono ovviamente riferiti alle categorie in cui il cane gareggia; Dovillo ha raggiunto questi risultati in classe giovani, in classe libera, in classe lavoro (quella che da punteggi per diventare campione) e in classe campioni.

Le classi (giovani, libera, lavoro, campioni, ...) sono correlate all'età in cui gareggia il cane ed ai titoli che ha conseguito.

Le prove di lavoro di Dovillo

Per gareggiare in classe lavoro bisogna aver conseguito una specie di brevetto (il CAL, ovvero Certificato di Attitudine al Lavoro); per omologare il titolo di campione si deve superare una severa Selezione da parte del Boxer Club Italia (verifica morfologica e comportamentale) ed ottenere un vero e proprio brevetto di lavoro (SCH1, ovvero primo brevetto).

Con le prove di lavoro viene verificato il carattere del cane dal punto di vista dell'obbedienza e della decisione e sicurezza nella difesa del padrone.

Al CAL ho condotto e addestrato io il mio cane, ovviamente addestrato a mia volta da un esperto addestratore; nonostante la mia imperizia Dovillo è stato il migliore nella prova: il merito va certamente al cane e all'addestratore. Va detto però che l'addestramento è stato di soli 4 gg., mentre di solito per insegnare a un cane gli esercizi del CAL si impiegano dai 20 gg. a un mese e a volte anche di più.

Non ho invece potuto addestrare direttamente Dovillo per la selezione e per il primo brevetto, per cui mi sono affidato a una addestratrice che ha tenuto il cane con sè in casa per tutto il tempo. Anche in questo caso cane e addestratore hanno fatto faville, perché Dovillo ha superato la selezione ed il primo brevetto (dove si è classificato primo) in meno di 40 gg., mentre per questa preparazione sono richiesti almeno 3 o 4 mesi.

Se io avessi tempo (e voglia) di frequentare campi di addestramento, Dovillo non avrebbe difficoltà, nonostante la scarsa abilità del suo padrone, a superare il 2° e il 3° brevetto diventando campione assoluto (titolo che si riconosce ai cani che risultano vincitori sia delle prove di bellezza che di quelle di lavoro).


L'ordinanza Sirchia

Credo che il problema dell'ordinanza Sirchia sia quello di considerare i cani come potenzialmente pericolosi; in realtà quello che rende pericoloso un cane, salve eccezioni, è il suo padrone ed in particolare il padrone che prende un cane per farne la sua arma.
Dovillo, come tutti i boxer con un corretto carattere, è estremamente deciso e attaccato al padrone, ma non si sognerebbe mai di mordere una persona.
Ho avuto intrusioni di soggetti esterni a casa mia e i miei cani, nessuno escluso, o li hanno fermati abbaiando e hanno aspettato in attesa che arrivassi io, oppure, in caso di mia assenza, li hanno semplicemente accompagnati all'uscita.
In 30 anni di boxer nessuno, amico o malintenzionato, è stato mai morso da uno dei miei cani.

Mi auguro che il rispetto dovuto alle persone che hanno paura dei cani, non sia inferiore a quello dovuto a quelli che possiedono i cani ed ai loro animali.


Sandro e Loretta
 
 

webmaster