| CRONACHE DAL SUD |
Sabato 14 agosto 2004, ore 9,45
Un viale di una zona residenziale di Portici, in provincia di Napoli, alle pendici del Vesuvio: è lì che, come quasi ogni sabato mattina, mi reco a far visita e ad aiutare Raffaele ad accudire i "suoi" cani.
"Mi devi aiutare: i cani stanno morendo!" esordisce Raffaele, appena mi vede arrivare. " Quali cani?!" Rispondo allarmato (e sì che speravo in un sabato tranquillo, avendo appena cominciato le ferie!).
"Nella villa qui affianco: i cani - li ho visti - stanno male, avranno la Leishmaniosi: I padroni non ci sono, me l'ha detto il giardiniere che i cani stanno morendo!"
La villa in questione è una villa da non meno di 1.000.000 euro, appartenente a un dentista -pare- ed i cui cani (uno piccolo e rossiccio - incrocio volpino - e l'altro un vecchio incrocio di pastore tedesco), riflettendoci, era parecchio che non li vedevo affacciarsi al cancello.
Il "volpino" ha proprio i sintomi prevedibili, ma sembra in buone condizioni. Il pastore, steso all'ombra fra rampicanti, ha un aspetto sinistro, attorniato da un nugolo di mosche dai riflessi argentei e smeraldo: le mosche "della carne"!
Il vecchio cane non si muove, se non per scuotere lievemente ma con fastidio la testa, mugolando lievemente per il fastidio e per la sofferenza.
Allora, con cautela, mi avvicino per esaminarlo e, inoltrandomi nella puzza di carne macera, scopro, alla base del pelo della sua testa, un tappeto di vermi! Non un solo centimetro che non ne fosse devastato, così come l'interno delle orecchie e perfino delle palpebre!
Facendomi forza a resistere al ribrezzo ed allo sgomento, mi attrezzo subito per lavare e disinfestare alla meglio cute, occhi ed orecchie (quest'ultime forse, per un'otite purulenta, all'origine dell'orrore) del povero animale, mandando Raffaele a procurare medicinali adatti per un trattamento sistemico.
Il cane, forse intontito dall'inaudita sofferenza dell'essere divorato vivo, sopporta anche il lungo lavaggio con acqua fredda e disinfezione che dura almeno un'ora, perché i vermi continuavano ad uscire fuori da ogni centimetro di carne, all'infinito, lasciando solchi di carne viva.
Alla fine, lo lascio steso al sole, ansimante ma sensibilmente ristorato.
Infine, con un'iniezione antiparassitaria, rimandiamo a stasera la speranza di ritrovarlo vivo e salvo e di poter nutrire la speranza di poter fare qualcosa, in vece degli spregevoli padroni - in tranquilla villeggiatura-, per guarirlo.
Quanti cani vivono e muoiono in queste o peggiori condizioni, anche fra le apparentemente sicure mura domestiche?!
I cani avevano forse miglior fortuna quando, in un lontano passato, erano preziosi "SERVI" (già non più alleati di caccia) dell'uomo.
Oggi, schiavi allevati e venduti sul mercato ad un'umanità sempre più ignorante, vanitosa e crudele - perfino quando crede di amare, sono gli esseri viventi che incarnano il muto, inerme e straziato sacrificio della natura che, sbagliando per eccesso di "entusiasmo", diede supremazia alla nostra specie.
Mai punizione immaginabile potrà tramutare l'ignoranza in comprensione e compassione; meno che meno migliorare l'umanità futura, ricca di ignorante eccesso di benessere materiale o di disperata povertà, superstizione e odio: gli errori non hanno rimedio.
Danilo Rongo
|
| |
| |
|