| CHI SONO |
 |
Sono nata a Modena
il 25/08/70
All'età di tre anni mio nonno, si chiamava Giulio, mi
ha fatto conoscere il mio primo gatto.
Era una micina e l'abbiamo chiamata Stellina, perchè
era tutta grigia e aveva una stella bianca sul petto.
A cinque anni mi hanno regalato una cucciolotta di pastore
belga che avevano trovato in un canile, la Chicca.
Con lei ho vissuto fino ai miei 20 anni, 15 anni in
cui ci ha donato amore, emozioni e gioia infiniti.
Crescendo è cresciuta la mia passione per gli animali
e per cercare di rendermi utile ho dato vita, aiutata
da tantissime persone meravigliose, a questo sito.
Adesso ho una bellissima cagnolona di Golden Retriever che si
chiama Maggie (quella nella foto qui a fianco).
Siamo stati certificati da S.I.U.A. il 29 Maggio 2005 come coppia per fare pet therapy a livello D.
Francesca
|
|
| Qui sotto metto un pò di altre foto del mio "zoo" in continuo aumento... :) |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
|
Questo è un racconto che ho scritto qualche anno fa. Spero che vi piaccia
|
Il fiore e
la lumachina
C'era una volta un piccolo fiore che era nato in mezzo ad un grande prato verde. Purtroppo però non aveva nessuno vicino a sé e si sentiva triste.
Un giorno c'era un sole molto forte e l'aria era calda e il piccolo fiore si faceva forza per resistere, e pensava -'se solo ci fosse qualche altro fiorellino come me con cui parlare, forse mi sentirei meglio'-.
Ad un certo punto sentì sotto di se un rumore e si abbassò per vedere cos'era.
Si trattava di una piccola lumachina che stava andando in cerca di un po' di ombra.
La lumachina lo guardò e gli disse -'ciao bel fiore, posso stare un po' sotto ai tuoi petali affinchè l'ombra mi protegga?'-
Il fiore a dire il vero non sapeva cosa rispondere, non aveva mai visto una creatura simile e sinceramente ne era anche un po' spaventato e rimase in silenzio.
La lumachina vista la sua indecisione gli disse ancora, -'non temere, non ti farò del male e poi ti terrò compagnia, ti racconterò tutte le storie che conosco'-.
Così il fiore accettò e da quel giorno in poi la lumachina andava sempre all'ombra dei suoi petali e gli raccontava una favola o un viaggio che lei aveva intrapreso e il fiore era immensamente felice di avere una così dolce compagnia.
Arrivò l'estate e il fiorellino si sentiva tanto debole, si sentiva strano e chiese alla lumachina cosa potesse essere.
Lei gli rispose che ogni fiore ad un certo punto della sua vita deve intrapendere un viaggio, il suo polline viene sollevato dal vento e va ad adagiarsi su un prato o in mezzo ad un bosco e dopo qualche tempo nascono tanti altri fiorellini proprio come quello da cui era partito.
A questa notizia il fiore divenne tristissimo, si mise a piangere e disse alla lumachina che non voleva allontanarsi da lei, che voleva starle sempre vicino perchè non aveva mai avuto qualcuno cui teneva tanto.
Allora la lumachina gli fece una promessa e gli disse che quando sarebbe avvenuta questa trasformazione, lei si sarebbe occupata di raccogliere tutti i granellini di polline e di tenerli vicini e farli cadere in un posto bellissimo e protetto e che dopo di lei i suoi figlioletti avrebbero fatto la stessa cosa così che ogni fiorellino potesse avere la propria amica lumachina con cui parlare.
E così è stato.
Allora quando vi capiterà di camminare in un prato e vedrete una lumachina che si sta riparando all'ombra di un bel fiore, non disturbateli, e magari se vi avvicinate un po' riuscirete a sentire anche voi le meravigliose storie che si stanno raccontando.
|
| |
Il rifugio dell'anima in una patria straniera (scritto sull'Abbazia di Monteveglio)
Entro nel silenzio e nell'azzurro del cielo che ho sopra.
Oltrepasso l'arco medievale e entro in questo paese che si è fermato nel tempo, case piene di fiori, nessuna tabaccheria, nessun negozio, solo una locanda e una chiesa e persone serene e sorridenti che vengono da lontano e che si sono fermate qui da qualche generazione e come i fiori dei balconi, hanno abbellito con la loro vitalità queste case.
Mi incammino e vedo un bimbetto biondino, sta mangiando un pezzo di torta con un gatto talmente tondo che è appena più piccolo di lui.
Al bimbo scappa la pipì e la fa su un vaso di fiori e una goccina bagna il gatto che sobbalza via, la torta resta lì per terra da sola.
Qui è tutto pieno di natura e nell'aria si sente odore di verde e di fiori.
Anche il sole sembra più vicino, come se le pietre antiche delle mura lo accogliessero in una culla e lui ci si adiagiasse accoccolandosi come un micio che fa le fusa.
I colori sono più brillanti e allo stesso tempo anche più dolci.
Il suono degli uccelli che cantano, della brezza che muove qualche foglia, è così pieno di pace e amore che ti senti come se tutto il correre dei giorni settimanali alla ricerca affannosa di non si sa bene cosa, diventasse improvvisamente ridicolo e piccolo.
E' così grande e caldo quello che si respira qui, che se ne vorrebbe fare la propria patria dell'anima; una dimora sicura dove tornare alla fine di ogni giornata per ripulirsi di tutto e riuscire finalmente a galleggiare nella vita.
Gatti, cani, bambini, profumi di torta ti avvolgono in un abbraccio immenso e ti lasciano lì, svuotato e felice.
E quando esci da queste mura e ti incammini verso la macchina indulgi ancora un pò in questa sensazione di tepore e sorridi perchè in un angolo del cuore ti porti questi attimi di giornata, che ti terrà caldo fino alla prossima fuga.
|
| |
|