| L'Editoriale - a cura di Guido Gatta |
Salve a tutti, mi trovavo a leggere le notizie online quando mi sono imbattuto su alcuni articoli che
riporto sotto e che mi sono sentito in dovere di commentare.
Spero che questa inziativa sia di vostro gradimento e che vogliate partecipare anche voi.
Per farlo è sufficiente che inviate una mail a questo indirizzo gazzetta.animali@gmail.com, con il link all'articolo che avete letto e un commento ad esso inerente,
oppure, se si tratta di una vostra stesura, il testo e se possibile una o più foto per dettagliarla.
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| 26 Febbraio 2010 |
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Alla luce dell'incidente che qualche giorno fa ha coinvolto, nel parco acquatico di SeaWorld Orlando, l'orca Tillikum e la povera addestratrice Dawn Breacher, deceduta per le ferite riportate, alcune considerazioni sorgono spontanee.
La triste ripetizione di incidenti di questo tipo (circa venti incidenti non mortali ogni anno e diversi letali negli ultimi dieci anni) fa pensare che sia urgente ripensare la permanenza di animali come l'Orca in spazi troppo limitati per il suo benessere psicofisico.
Non si vuole attaccare indiscriminatamente l'ente SeaWorld, che, come ricordano più commentatori, tramite i propri zoologi marini e squadre di pronto intervento si è più volte prodigato per salvare cetacei e altri animali marini in difficoltà, ma semplicemente spingere queste organizzazioni a tenere in maggior conto il benessere degli animali e non solo il tornaconto economico.
È infatti particolarmente odioso che si sia deciso di non abbattere il povero Tillkum solo per motivi economici e non per più serie considerazioni etiche ed etologiche. È davvero straziante pensare che se l'animale aggressore fosse stato di minor valore sarebbe stato certamente abbattuto, che anche di fronte a episodi ripetuti di ribellione o aggressione da parte del povero Tillikum (che è già alla terza vittima) non si sia mai pensato più semplicemente di liberarlo e restituirlo a una vita più dignitosa.
L'ex stella della TV americana e ora attivista dei diritti degli animali Bob Barker propone di usare la realtà virtuale per illustrare la vita di questi animali e mostrarla al grande pubblico, liberando le orche in cattività.
Noi, nel nostro piccolo, non sappiamo quale iniziativa sia la più giusta, ma vorremmo presto non vedere più animali prigioneri e resi aggressivi da condizioni di vita inadatte e penalizzanti.
L'OSHA, l'ente americano che si occupa della sicurezza sul lavoro, ha annunciato indagini serie ed esaustive. Attendiamo da questo ente conclusioni importanti sulle attuali e inaccettabili condizioni di vita delle orche e, conseguentemente, di lavoro per gli addestratori.
Ricordiamo con affetto e dolore Dawn Breacher, una vita spesa nell'amore per gli animali, morta in un incidente che mai più dovrà verificarsi.
Guido Gatta
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| 24 Febbraio 2010 |
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Pensavo che non avrei mai detto una cosa simile, ma apprezzo davvero la modernità.
La tradizione, spesso, si riduce a pratiche sadiche che un tempo avevano un senso e si sono tramandate soltanto perché qualcuno ci specula sopra.
Mi riferisco alla corrida, alla terribile mungitura degli orsi, ma anche ai vari Pali sparsi per l'italia, non tutti rispettosi degli animali e dei loro diritti
Ma mi riferiscio anche al caso Bigazzi e al distorto uso della tradizione culinaria che quest'uomo ha utilizzato non si sa bene a quale scopo.
Insomma, sono proprio contento di quello che i nostri concittadini italiani ed europei stanno facendo e spero di vedere presto il giorno in cui le gare degli uomini non includeranno più animali ma solo macchine, o magari saranno del tutto virtuali. E prima ancora spero di vedere la fine di tutte le crudeltà inutili e atroci perpetrate in nome della medicina, tradizionale o moderna che sia, o di terrificanti tradizioni alimentari.
Guido Gatta
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| 29 Settembre 2009 |
La triste e orribile vicenda di Gardellino richiama alla memoria altri casi simili, che in una lunga teoria, vanno a comporre una galleria degli orrori della nostra memoria. Spero proprio che la condanna sia esemplare, nel senso che possa fungere da esempio e da monito a non commettere più simili efferate insensatezze. Non è davvero possibile che esseri che si dicono umani compiano atti simili pensandosi per di più protetti da una divisa. Spero, davvero, che le cose cambino e una sentenza sanzionatoria potrebbe accelerare questo cambiamento.
Guido Gatta
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| 6 Maggio 2009 |
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Guido Gatta
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| 21 Aprile 2009 |
Caccia, arriva la legge liberi tutti
Ambientalisti: "Specie a rischio"
(fonte: Repubblica)
Si potrà sparare a ferragosto, quando la città si trasferisce in campagna. A febbraio, mentre i migratori volano verso i luoghi della riproduzione. E poi, di deroga in deroga, i confini della stagione venatoria potrebbero allargarsi erodendo sempre di più il tempo della natura protetta. È la libera caccia versione due. Il primo tentativo del governo di far saltare le regole del gioco mettendo il fucile in mano ai sedicenni e permettendo di sparare a pagamento anche con il buio e sulla neve non ha avuto un buon indice di gradimento ed è rimasto prudentemente parcheggiato in Senato. Adesso il blitz si ripete alla Camera con maggiore accortezza: questa mattina si discute in commissione Agricoltura un testo in cui, camuffata sotto formule ambigue, si offre la possibilità di ampliare la stagione venatoria oltre i confini attuali che vanno dal primo settembre al 31 gennaio.
"È un capolavoro di retorica, nel senso peggiore del termine", spiega Danilo Selvaggi, responsabile Lipu dei rapporti con le istituzioni. "Si pretende di dare una risposta alle richieste dell'Unione europea che accusa il nostro paese di cacciare troppo e male, ma in realtà si propongono modifiche che peggiorano la situazione in modo drastico. Se questa legge venisse approvata la pressione dei cacciatori dilagherebbe: una volta saltati i paletti che fissano l'inizio e la fine della stagione venatoria le Regioni potrebbero decidere deroghe in ogni momento dell'anno. Uno schiaffo alla protezione della natura e all'Unione europea".
Contro questa proposta si è immediatamente mobilitato un fronte composto da oltre venti associazione ambientaliste (Lipu, Lav, Wwf, Legambiente, Enpa, Animalisti italiani, Fare Verde) e dai cacciatori che difendono la legge quadro e il legame con il territorio (Arcicaccia). In poche ore sono arrivate le adesioni di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, da Susanna Tamaro a Licia Colò, da Maurizio Costanzo a Danilo Mainardi, da Renato Zero a Marisa Laurito. E tra i parlamentari del Pdl c'è chi non ha gradito la deregulation selvaggia delle doppiette: Gianni Mancuso e Fiorella Ceccacci Rubino hanno presentato emendamenti per correggere la pressione degli oltranzisti della doppietta.
Anche all'interno del governo pare serpeggi un certo disagio. Un malumore aggravato dalla beffa che si aggiunge al danno: per far passare le misure anti europee si è usato lo strumento nato per sanare i contrasti con Bruxelles. Nella Legge Comunitaria è stato infatti inserito un emendamento firmato da due senatori del Pdl (Valerio Carrara e Sergio Vetrella) che cancella i termini di riferimento della stagione venatoria aprendo le porte a deroghe per allungare il calendario. Insomma l'Italia è sotto accusa perché permette di sparare a specie che secondo l'Unione europea vanno protette (ad esempio il fischione, la canapiglia, il mestolone) e invece di mettersi in regola getta le premesse per un altro contenzioso sui limiti della stagione venatoria che l'Europa ha fissato in modo da evitare lo sterminio dei migratori prima del momento della riproduzione.
(leggi l'articolo completo)
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Dopo aver criticato la mania dei croati per le doppiette, è la volta degli italiani... o meglio di chi li governa e del modo subdolo con cui vengono proposte certe deregiulation che sarebbe sin riduttivo definire vergognose.
Si sa che in parlamento si studia attentamente il modo di far passare sotto silenzio riforme o leggi impopolari.
Ebbene, ora il governo si accinge a proporre alla camera dei deputati un nuovo progetto di liberalizzazione della caccia, che prevede di far saltare ogni data e periodo e rendere l'Italia il paradiso dei cacciatori.
Credo il parere di Danilo Selvaggi, responsabile Lipu dei rapporti con le istituzioni, sia chiarissimo ed esaustivo: "È un capolavoro di retorica, nel senso peggiore del termine", spiega Danilo Selvaggi, responsabile Lipu dei rapporti con le istituzioni.
"Si pretende di dare una risposta alle richieste dell'Unione europea che accusa il nostro paese di cacciare troppo e male, ma in realtà si propongono modifiche che peggiorano la situazione in modo drastico.
Se questa legge venisse approvata la pressione dei cacciatori dilagherebbe: una volta saltati i paletti che fissano l'inizio e la fine della stagione venatoria le Regioni potrebbero decidere deroghe in ogni momento dell'anno.
Uno schiaffo alla protezione della natura e all'Unione europea".
Auguriamoci che le associazioni ambientaliste, scese in campo tempestivamente e in fronte unico. riescano a impedire questo scempio, ma il confronto con l'astuzia bizantina e l'assoluta mancanza di principi di chi ci governa è davvero impari.
Guido Gatta
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| 14 Aprile 2009 |
La Slovenia ordina: troppi orsi, uccidete 75 «fratelli» di JJ3
(fonte: Corriere della Sera)
MILANO - Giusto un anno fa, un orso irrequieto e affamato, JJ3 (107 chili, consumatore vorace non solo di cervi dilaniati ma anche di alimenti trovati, a valle, rovistando nei bidoni della spazzatura), fu abbattuto, con un ordine legale, in un bosco di abeti e di larici, a Thusis, nel cuore del Canton dei Grigioni.
E fu polemica a suon di commenti indignati delle associazioni eco-animaliste, nel nostro Paese, da dove l'orso bruno era partito per l'ultimo viaggio, cominciato dal parco trentino dell'Adamello Brenta e tragicamente terminato in Svizzera.
È inevitabile richiamare quel fatto che suscitò clamore per la morte indotta di un unico esemplare, allorché dalla Slovenia giunge la notizia che dà conto di una decisione (presa negli stessi giorni, che sarà portata a compimento nel 2009) del locale ministero dell'Ambiente di licenza di abbattimento di ben 75 orsi bruni «fratelli» di JJ3 (per inciso, la stessa ordinanza prevede l'eliminazione di 10 lupi, specie protetta dal '93, su un totale di circa 70 stanziali).
«Se, in seguito a una vivace controversia, non fosse intervenuta la Corte Costituzionale a richiamare la Direttiva europea 92/43 "Habitat", la strage di orsi sarebbe stata ancora più vasta-puntualizza Massimiliano Rocco, responsabile per l'Italia del programma specie Wwf - i cacciatori ne avrebbero ucciso almeno un centinaio.
Quota eccessiva rispetto alla popolazione degli orsi».
La Slovenia spietata (dove alcuni chef, su richiesta, cucinano anche la carne dell'orso), in verità, ha diminuito progressivamente gli abbattimenti.
Che, secondo i protezionisti, risultano comunque troppi.
E qui entra in ballo il gioco delle cifre: da quel che si intuisce, il governo fornisce numeri al rialzo («adesso parla di una presenza di 440/490 esemplari, ma si arrivò a sostenere che fossero 750», dice Rocco), mentre gli ecologisti/animalisti tendono al ribasso.
Ancora: uno dei motivi della dichiarata necessità di decimazione degli orsi riguarderebbe il loro habitat concentrato in un'area ristretta: una zona a sud est della Slovenia (confinante con la Croazia) più piccola della Corsica.
E sì che, ogni anno, 25 di loro muoiono- secondo le stesse stime governative slovene - a causa di incidenti d'auto e di treno.
(leggi l'articolo completo)
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La Slovenia ordina l'abbattimento di 75 orsi bruni e dovremmo sentirci grati solo perchè originariamente se ne volevano abbattere oltre 100?
Io mi chiedo perché abbiamo avuto così fretta di accogliere nell'unione paesi che evidentemente non condividono i valori fondamentali dell'unione, per esempio la Direttiva europea 92/43 "Habitat" (Se volete, potete trovare il testo qui http://www.inea.it/ops/ue/natura/habitat.htm).
Ora, se persino il WWF, che notoriamente non è un ente avventato nei suoi giudizi, ritiene che sia possibile lasciar "emigrare" questi orsi, mi chiedo per quale motivo il governo sloveno la pensi diversamente.
E, francamente, se gli organismi della UE, sempre così solleciti verso chi viola i patti economici, fossero altrettanto ligi e tempestivi anche in questi casi sarei MOLTO più felice di essere europeo.
Guido Gatta
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| 10 Aprile 2009 |
Ragusa: presidente veterinari critica divieto soppressione!
(fonte: LAV)
[di B.Battaglia*] Su una tragedia come questa, di fronte ad un bambino aggredito ed ucciso da animali mal custoditi, tutte le istituzioni locali preposte all'attuazione delle leggi nazionali e regionali dovrebbero intervenire nel dibattito con la sacra intenzione di fare chiarezza e di indicare con lucida sincerità dove stanno le responsabilità.
Invece anche in questa occasione cercano vigliaccamente di scaricare le proprie responsabilità su altri.Sono oramai più di dieci anni che le Associazioni di questa provincia denunciano le gravissime condizioni in cui versa il nostro territorio saturo di randagi abbandonati, di branchi di cani che circolano senza controllo nelle periferie delle nostre città, degli enormi debiti accumulati dai Comuni di Modica, di Pozzallo, di Comiso, di Vittoria, ecc ? delle inadempienze da parte dei piccoli Comuni sprovvisti completamente di servizi contro il randagismo, dell'inutilità di gran parte dei provvedimenti "istituzionali" volti a controllare questo fenomeno,dell'assoluta mancanza di controlli da parte delle autorità veterinarie, delle forze dell'ordine così come delle polizie municipali.
Da anni parliamo della necessità di canili comunali, di sterilizzazione dei randagi, di impiegare risorse economiche adeguate alla gravità del problema,ma tanti sindaci ci hanno risposto: "il randagismo non è una priorità".
[...]
Non è possibile che un cittadino con gravi problematiche abitative, fisiche, e forse anche di carattere esistenziale, possa ricevere in custodia giudiziaria, un numero così elevato di cani già autori di altre gravissime aggressioni.
In che maniera poteva soddisfare le loro esigenze alimentari?
In che maniera la casupola che li ospitava era attrezzata?
A livello sanitario come faceva una persona sola a curare un tal branco di animali?
Quante denunce servono affinché le istituzioni agiscano senza scaricare responsabilità ad altri?
Le condizioni igieniche, nonostante le rassicurazioni dell'Ausl, dai filmati apparsi sui tg appaiono assurde.
Nelle riprese sono state inquadrate scatole piene di ossa, cuccioli morti, carcasse di altri cani ?
Chi era andato a controllare lo stato di corretta detenzione degli animali affidati in custodia?
[...]
Viviamo ancora in una regione, al di là delle generiche affermazioni di civiltà, dove lo Stato appare e scompare, a caso, come le nuvole!
(leggi l'articolo completo)
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È davvero sconvolgente la superficialità e la tranquillità con cui certi rappresentanti del nostro stato si permettono di richiedere l'uccisione di esseri viventi.
Il sindaco di Scicli e il veterinario responsabile di zona hanno entrambi richiesto a gran voce l'abbattimento di tutti i randagi "pericolosi" della zona.
Io mi chiedo quando finalmente usciremo da questo costante medioevo della ragione.
Quando finalmente capiremo che esseri viventi che sono stati brutalmente cacciati e abbandonati dalla comunità degli umani vanno accuditi dalla comunità stessa.
Vorrei che finalmente si uscisse dalla dicotomia uccisioni o lager, vorrei davvero che esistesse una terza via più degna dell'aggettivo "umana", mi piacerebbe che le associazioni dedicate e preposte la cercassero e proponesero piani di fattibilità (io non ne sono in grado, lo ammetto), o, se già lo fanno, che trovassero il modo di renderli visibili all'opinione pubblica.
Nel frattempo, non essendo un discepolo del massimalismo, mi accontenterei almeno di veder scampare alla distruzione essere viventi che hanno la sola colpa di essere stati abbandonati dai cosiddetti esseri umani.
Guido Gatta
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| 9 Aprile 2009 |
Passeggiata del cane fissata per legge: almeno 20 minuti
(fonte: Corriere della Sera)
Quantificato il tempo di «libera uscita» indispensabile per il benessere di un animale d'appartamento. Multe di 400 euro a chi sgarra
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
MADRID - A Girona, nella Catalogna settentrionale, i cani hanno ottenuto il diritto a un «minimo sindacale» per la passeggiatina quotidiana: venti minuti. Non uno di meno. Al di sotto di questo tempo, i proprietari inadempienti rischiano una multa di 400 euro. Un rischio abbastanza contenuto, se si considera che difficilmente i vigili si metteranno a cronometrare il giro dell'isolato o la permanenza ai giardinetti di un cagnolino.
Ma l'amministrazione si aspetta che il controllo sia sociale e che i padroni svogliati siano deferiti da qualche attento cinofilo o da un diligente dirimpettaio; e la cittadinanza è avvertita che la legge, in linea di principio, sta dalla parte dei quattro zampe e del regolare svuotamento della loro vescica.
(leggi l'articolo completo)
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Finalmente un passo avanti verso la tutela dei diritti degli animali. Certo, può sembrare un'intrusione nei diritti degli"uomini", tuttavia, faccio rispettosamente notare che finché gli uomini, in media, continueranno a comportarsi così male verso gli animali, occorre che i legislatori si occupino di salvaguardare e tutelare chi al massimo può guaire o abbaiare in difesa dei suoi diritti.
Guido Gatta
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