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Categoria: italia

Gettati nel cassonetto e poi salvati. La nuova vita di Romeo e Giulietta

Romeo e Giulietta sono due vitellini dal musetto simpatico. Sono nati in Sicilia e in quella splendida terra potranno ora davvero crescere. Non sarebbe stato così se fosse stato per il loro ignoto proprietario che, subito dopo la loro nascita, aveva deciso di sbarazzarsene. Nel modo che probabilmente gli era apparso il più comodo e indolore: scaricandoli all’interno di un cassonetto per la raccolta stradale dei rifiuti. L’episodio avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche per i due animali, se non fosse stato per un passante che si è accorto della loro presenza e ha dato l’allarme. Sul posto sono subito intervenuti polizia locale, vigili del fuoco e guardie zoofile dell’Enpa di Ragusa. Tratti in salvo, sono stati affidati temporaneamente ad un’azienda agricola. Ma non era ancora il momento di tirare un sospiro di sollievo. «In casi come questo – ha spiegato Antonio Tringali, coordinatore Enpa per la Sicilia -, la prassi legale prevede che si proceda all’abbattimento. Sarebbe stata una beffa insopportabile». L’intervento di vari soggetti istituzionali ha però permesso di trovare una soluzione. E oggi, a pochi giorni dalla Pasqua, per Romeo e Giulietta è iniziata una nuova vita, affidati alle cure di una fattoria gestita dall’associazione “Filodoro” in contrada Giubiliana. «Non abbiamo salvato due animali soltanto da un pericolo immediato, abbiamo anche evitato che finissero in un mattatoio – ha commentato il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi –. Vogliamo che Romeo e Giulietta diventino il simbolo della nostra battaglia a favore dell’alimentazione vegetariana e vegana, tanto più che proprio in questi giorni centinaia di migliaia di agnelli vengono uccisi in nome di una tradizione anacronistica e crudele».

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Cuore nero-azzurro

Basta massacri di cani in Ucraina – La protesta della curva Nord dell’Inter

Alla fine le cose sono andate come sono andate e per quanto riguarda la Champions, l’Inter si è giocata la sua occasione. Ed è andata male: la vittoria per 2-1 sull’Olympique Marsiglia non è bastata alla squadra di Ranieri per passare il turno. I nerazzurri e i loro tifosi per questa stagione non avranno più a disposizione il palcoscenico europeo, ma in occasione dell’ultima performance lo hanno utilizzato nel migliore dei modi per mandare un messaggio chiaro alla Uefa: fermare subito il massacro di cani randagi in Ucraina, da dove continuano ad arrivare notizie di rastrellamenti e successive soppressioni con l’obiettivo di ripulire le strade e fare bella figura con i tifosi che arriveranno nel Paese per l’Europeo 2012.

Un presidio dell’Oipa per sensibilizzare sulla causa dei randagi in Ucraina
MESSAGGIO A PLATINI – Un grande striscione esposto in curva Nord ha chiesto di fermare la carneficina. E ha avuto, tra gli altri, un destinatario molto speciale: Michel Platini, presidente della Uefa, presente sugli spalti. La protesta è seguita da vicino dall’Oipa, l’Organizzazione internazionale protezione animali, che ha un proprio delegato in Ucraina, Andrea Cisternino, impegnato sia sul fronte della denuncia degli abbattimenti sia su quello più «diplomatico» del dialogo con le autorità locali. Proprio Cisternino aveva lanciato l’idea di utilizzare gli stadi come megafono per la protesta contro lo sterminio di cani.

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Strage di volatili protetti e cani maltrattati: maxi operazione della Lipu

Decine di cani mal tenuti, legati a catene corte, nonché privi di adeguati ripari, sono stati trovati in rustici e cascinali delle valli bresciane dagli agenti zoofili della Lipu, coordinati dall’ispettore Piergiorgio Candela. L’azione delle guardie ha avuto come conseguenza una diffida ai proprietari dei cani.
Nel contempo, controllando le zone in cui persiste la piaga dell’uccellagione stagionale con l’uso delle trappole ad archetto e tagliole che provocano la straziante morte di piccoli uccelli insettivori migratori, in gran parte pettirossi, gli agenti hanno individuato e rimosso oltre due quintali di trappole tra archetti e tagliole in acciaio con un centinaio di pettirossi ed altri uccellini morenti, nonché gabbie-trappola di varie dimensioni per la cattura di mammiferi.
Sono state inoltre rimosse reti per uccellagione per una lunghezza di circa mille metri, con innumerevoli uccelli morti per strozzamento. In diversi casi trappole e reti erano poste in bella vista accanto a pollai e in orti, giardini adiacenti rustici e villette nonché nei boschi a ridosso dei valichi.

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Cane preso a calci, indennizzato il suo dolore

Dalla Cassazione arriva una sentenza che alle persone violente con i cani degli altri farà perdere il vizio di maltrattare gli amici più fedeli. Un uomo di 71 anni, Domenico G.C., è stato infatti condannato, innanzi alla Suprema Corte, alla multa di 200 euro e a risarcire con altri 300 euro il dolore patito dal cagnolino dei vicini che aveva preso a calci ammettendo anche di averlo fatto. Senza successo l’imputato ha cercato di evitare la condanna «per danneggiamento di animale altrui» sostenendo, in Cassazione, che il cane da lui «sbattuto a terra e preso a calci» non aveva riportato alcun «danno giuridicamente apprezzabile», e nessun «deterioramento».

BOTTE E COCCOLE – Ma i supremi giudici hanno fatto carta straccia di questa tesi e hanno replicato che «la sintomatologia rilevata al momento della visita da parte del veterinario era dimostrativa di un processo patologico ancora in corso, come tale integrante malattia e quindi deterioramento». Durante la visita, il dottore aveva riscontrato «dolorabilità del cane a livello del carpo sinistro e della zona mandibolare sinistra». La circostanza che l’animale picchiato nonostante le botte prese dal vicino continuasse a «gradire le sue coccole», circostanza raccolta dalla difesa del «picchiatore», non è stata presa in nessuna considerazione dai supremi giudici.

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«Treni vietati ai cani, intervenga Passera»

Il debutto di «Italo», il nuovo treno della Ntv di Luca di Montezemolo presentato come «il più moderno d’Europa» e che da gennaio coprirà alcune tratte ad alta velocità sull’asse Est-Ovest e su quello Nord-Sud, è stato accolto con entusiasmo per la ventata di concorrenza che porterà in un mercato fino ad oggi occupato dalla sola Trenitalia. Ma di questa concorrenza non si accorgeranno i proprietari di cani di media e grossa taglia che anche la nuova compagnia ha deciso di escludere dalle proprie carrozze. Mentre con Trenitalia sui convogli di classe Eurostar/Frecce possono viaggiare solo animali che stanno in trasportini di 70x30x50, su «Italo» potranno viaggiare anche cani leggermente più grandi a patto che una volta nel trasportino non pesino più di 10 kg. Una limitazione che di fatto equivale a quella delle Fs: già un cane non particolarmente grande come il maltese, per esempio, una volta posizionato nella gabbietta raggiunge facilmente il limite di peso stabilito.

L’INTERROGAZIONE – Una situazione, questa, che ha indotto i senatori del Pd Donatella Poretti, Marco Perduca e Roberto Della Seta a presentare un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico e dei Trasporti per sapere se il governo intenda fare qualcosa e intervenire per esercitare, quanto meno, un po’ di «moral suasion» sulle due società affinché vengano rivisti i regolamenti che, così come sono attualmente, impediscono di fatto la mobilità a chi si sposta con il cane sulle lunghe distanze (sui treni regionali i cani possono invece viaggiare, seppure nel vestibolo tra le carrozze e con esclusione della fascia oraria dei pendolari). E questo in base al criterio che il trasporto su rotaia è un servizio pubblico e non una questione di mercato (nell’interrogazione viene citata la posizione di Trenitalia riportata sul Corriere.it nei giorni scorsi, che parlava proprio di norma decisa per assecondare le richieste della clientela).

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TRENI OFF LIMITS PER I VIAGGIATORI CON PET. PIÙ FACILE ARRIVARE A PARIGI

Pubblichiamo di seguito una ricerca dell’Enpa sui viaggi ferroviari con animali al seguito. Le verifiche, che prendono in considerazione un ipotetico viaggio programmato per l’11 gennaio 2012, sono state effettuate il 1° dicembre, quando Trenitalia non aveva ancora completato l’aggiornamento del nuovo orario ferroviario 2012 (disponibile dall’11 dicembre 2011). Ciò significa che dal 1° dicembre ad oggi alcune situazioni potrebbero essere cambiate; ciò che invece continua a restare immutato è l’assurdo regolamento Trenitalia che impedisce l’accesso dei cani di taglia medio-grande sui treni ad alta velocità.

Trentadue o ventisette ore e uno o due cambi per coprire i 1.550 chilometri che separano Torino da Palermo; quasi 22 per i 1.540 km della tratta Bolzano – Palermo (con un cambio). Ma il ruolo di “scattista” spetta all’Intercity Night che parte da Milano alle 23.20 e, dopo un trasbordo a Napoli, raggiunge il capoluogo siciliano con un viaggio di “sole” 20 ore (per circa 1.480 km), vale a dire alle 19.27 del giorno successivo alla partenza.

Per i proprietari di animali con cani al seguito viaggiare in Italia è diventato una vera e propria odissea. L’Enpa ne ha avuto la conferma consultando “l’anteprima” dell’orario invernale 2012 di Trenitalia che, seppur incompleto – la stessa Trenitalia precisa che la nuova offerta riguarda il 71% dei treni, in prevalenza “Frecce” – rappresenta comunque un buon indicatore sul futuro del trasporto ferroviario nel nostro Paese.

Attenzione però: guai a lamentarsi per l’andatura-lumaca dei nostri treni. Su alcune tratte, infatti, risulta addirittura impossibile viaggiare insieme al proprio “cane”. E’ così, ad esempio, sulla Torino – Trieste, sulla Milano – Bari, sulla Milano – Lecce o perfino sulla Roma – Ancona (al momento sono tutti “Frecciarossa o Frecciabianca”). «Il problema nasce dall’assurdo regolamento sul trasporto di animali, adottato nell’autunno del 2008 da Trenitalia», spiega la Protezione Animali che aggiunge: «all’epoca, sotto la minaccia di vietare definitivamente la presenza degli animali sui treni, le ferrovie limitarono la presenza dei pet sui treni ad alta velocità, consentendo soltanto il trasporto dei quattrozampe di piccola taglia, mentre quelli di taglia media e grande venivano “messi al bando” e costretti a viaggiare esclusivamente sui vagoni di Intercity, Intercitynotte, Espresso e sui treni regionali.»

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Gattina impiccata a Brindisi, LAV sporge denuncia

La LAV ha presentato una denuncia nei confronti di L.R. e V.V., marito e moglie, e D.C. e P.C., padre e figlia, per uccisione di animali ai sensi dell’articolo 544-bis del Codice penale, per la morte della gattina Bianca, avvenuta a Brindisi per strangolamento da filo spinato posto nello spazio di confine tra due balconi.

La raccapricciante vicenda risale ai primi giorni di ottobre quando Bianca venne trovata dalla sua proprietaria, Ada F., sospesa per il collo a un intricato filo spinato, rimasta prigioniera di una vera e propria trappola mortale costituita da una serie di lacci di ferro e da numerosi pezzi di vetro. La “barriera anti intrusione” era stata collocata dai vicini di casa della signora Ada F. nello spazio di confine tra i rispettivi balconi, e non era stata rimossa nonostante le continue richieste della signora, e la disponibilità espressa dalla stessa a predisporre alcuni pannelli per impedire a Bianca l’accesso al balcone, per la realizzazione dei quali si attendeva l’autorizzazione condominiale.

“Quanto è accaduto è un tragico esempio di intolleranza nei confronti degli animali, un comportamento inaccettabile eticamente e illegale – dichiara Francesca Gramazio, dell’Ufficio legale della LAV – Era evidente, infatti, l’elevato rischio di morte per un gatto che fosse passato vicino al groviglio di filo spinato collocato al confine tra i balconi”.

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Il Milan adotta la cagnolina Lucy Allegri: «Fate come noi, è importante»

Si chiama Lucy ed è una cuccioletta rimasta senza la sua mamma, morta durante il parto. Per lei si erano già aperte le porte di una gabbia, in un canile. La sua vita avrebbe avuto come imprinting il mondo a scacchi visto da dietro le sbarre. E il suo destino sarebbe stato incerto, legato alla disponibilità di qualche famiglia ad accoglierla nella propria casa. Un destino comune purtroppo a migliaia di cani e di gatti che affollano strutture di accoglienza sparse per l’intero Paese. Ma la sorte ha voluto che Lucy incontrasse degli angeli, l’ex «Iena» Marco Berry e i piccoli agenti speciali che lo affiancano in «Bau Boys», la trasmissione di Italia Uno.
E poi dei «diavoli». Che in questo caso non sono demoni, ma «diavoli» dal cuore buono. E dalla maglia rossonera. Il destino di Lucy l’ha infatti portata a Milanello, il centro sportivo teatro dei ritiri del Milan. Dove ora non ha un padrone ma tanti nuovi amici: il mister Massimiliano Allegri e tutti i suoi calciatori. Che hanno deciso di adottarla e di affiancarla ad Huber, il pastore tedesco che da sempre vive ai margini del campo di calcio e che ora le farà da «nonno».

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In nome della coda: in vigore il divieto di caudectomia

Da martedì 1 novembre prossimo non potranno più esserci scappatoie al divieto di taglio di code e orecchie ai cani. Entrano infatti in vigore per gli effetti dell’articolo 18 comma 2 della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, le specifiche previsioni dell’articolo 10 della Convenzione stessa ratificata ed eseguita, senza riserve, da parte dell’Italia con la Legge 4 novembre 2010, n.201.
Tale divieto, sommato a quello espressamente previsto dall’articolo 2 comma 1 lettera d) dell’Ordinanza del Ministro della Salute 22 marzo 2011 “Differimento del termine di efficacia e modificazioni, dell’ordinanza del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 3 marzo 2009, concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani” fa sì che chi viola il divieto, proprietario, allevatore, detentore, medico veterinario, sia punibile per la lesione inflitta, ai sensi dell’articolo 544 ter del Codice penale (Maltrattamento di animali) con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro.
Viene così ancora una volta sconfitta (a maggio scorso dovemmo ancora intervenire con Enpa e Lega nazionale Difesa del Cane) la protervia del Ministro-cacciatore Ferruccio Fazio che ha tentato in tutti i modi di annullare l’efficacia della Convenzione europea e della sua stessa Ordinanza, nonché i pronunciamenti scientifici internazionali e nazionali fra i quali citiamo, fra gli altri, quelli del suo (Ministro Fazio) Centro di Referenza nazionale sul benessere animale (che, a questo punto, potrebbe anche cancellare tanto viene preso in considerazione) e quello della Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani che rappresenta tutti i medici veterinari.
Gli ultimi tentativi di Fazio, in ordine di tempo, di far finta che non esistano, nell’ordine, una Convenzione del Consiglio d’Europa, una Legge e un’Ordinanza ministeriale, a proposito di “senso dello Stato”…, si sono materializzati con un emendamento fatto presentare nella avviata riforma delle Legge 281 del 1991 per la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo, firmato dall’on.Nola accantonato dalla stessa Commissione poiché irricevibile giuridicamente.

ECCO LA “TASSA” SUI CANI: SOVRAPPREZZO DA 40 A 80 EURO PER L’OSPITALITÀ DEI QUATTROZAMPE

La crisi picchia duro ma per i proprietari dei quattrozampe arriva una brutta e amara sorpresa. La novità dell’estate 2011, infatti, si chiama “contributo per la disinfestazione”, un vero e proprio sovrapprezzo richiesto dai gestori di alcune strutture turistiche italiane per ospitare i quattrozampe”. A denunciarlo è l’Ente Nazionale Protezione Animali che, alla vigilia dell’esodo estivo, ha ricevuto le segnalazioni di numerosi turisti arrabbiati, e preoccupati.

Secondo quanto appreso dalla Protezione Animali, “la tassa”, il cui importo può variare tra i 40 e gli 80 euro, viene motivata con l’esigenza di disinfestare l’alloggio al termine del soggiorno. Motivi di igiene dunque, ma l’Enpa sospetta che dietro questo extra si nasconda l’ennesimo tentativo di lucrare sugli animali e sui loro proprietari. «In quanti casi si è proceduto effettivamente alla disinfestazione?», chiede provocatoriamente la Protezione Animali. Un dubbio, questo alimentato dalla constatazione che le richieste di extra non sempre sono avanzate in modo trasparente.

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