La Gazzetta
degli Animali
AGGIORNAMENTO GIORNALIERO
CURIOSITA     OROSCOPO   
 
"La grandezza di una nazione ed il suo progresso morale possono essere giudicati da come i suoi animali sono trattati"
(Mahatma Gandhi)
 
CONOSCERE GLI ANIMALI
Animali di casa
Animali da cortile e da allevamento
Animali selvatici/esotici
 
RAPPORTO UOMO-ANIMALE
Pet therapy
Educazione dell'animale e del padrone...
Viaggiare con i nostri animali
NORMATIVE
S.O.S
Adozioni
SOS - Animali feriti
Animali persi e ritrovati
Animali scomparsi
 
GLI ANIMALI E I BAMBINI
 
Narrativa e Documentazione scientifica sugli animali
Il Dizionario degli animali
Ricerche per la scuola - Didattica
Enciclopedia
on-line 
 
SEGNALACI!

SEGNALA QUESTO SITO
E-mail mittente
E-mail destinatario
Tool di segnalazione gratuito offerto da webbificio.com
 
MAILING LIST

Per ricevere le notizie direttamente a casa sulla vostra casella di posta iscrivetevi alla mailing-list.

 
SPAZIO
PUBBLICITARIO
 
 
 

IN PRIMO PIANO
 
IL MINISTRO FRATTINI CONTRO LA LOBBY DELLE DOPPIETTE. LE ASSOCIAZIONI: "CACCIATORI SEMPRE PIÙ ISOLATI"


Cacciatori sempre più isolati. A pochi giorni dalla pubblicazione del sondaggio di Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e WWF Italia che ha confermato la netta contrarietà degli italiani alla caccia, anche il Ministro degli Esteri, Franco Frattini - in occasione della cerimonia che ha premiato l'impegno del ministro nella lotta al randagismo - si è schierato dalla parte degli animali e della natura. Frattini, riferendosi alle "doppiette", ha infatti dichiarato: "Dobbiamo essere una lobby più forte perché noi siamo molto più forti della lobby dei cacciatori" i. "La parole del ministro Frattini - commentano Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e WWF Italia - testimoniano l'isolamento sempre più marcato della lobby venatoria, che nelle settimane passate era già stato significato da altri importanti esponenti governativi, primi fra tutti i ministri Michela Vittoria Brambilla e Stefania Prestigiacomo". "Al Parlamento - proseguono le associazioni - chiediamo di rispettare la volontà della stragrande maggioranza degli italiani, che al 79% chiede l'abolizione o la forte riduzione dell'attività venatoria, e di respingere ogni tentativo di deregulation, a partire dall'articolo 43 della Legge Comunitaria. La norma, approvata dal Senato e ora in discussione alla Camera, permetterebbe alle regioni di allungare la stagione venatoria oltre gli attuali limiti e vede la contrarietà dell'81% degli italiani. Non a caso, già lo scorso anno in una situazione analoga, lo stesso Ministro Frattini, con una lettera inviata alle associazioni ambientaliste e animaliste, aveva anticipato l'intervento risolutivo dell'esecutivo, ricordando che "il Governo si è impegnato per mantenere nel testo del disegno di legge comunitaria 2008 l'indicazione dei termini del calendario nazionale della stagione venatoria 1 settembre-31 gennaio".

 
Etichette ambigue: indagine LAV su uova


Informazioni ambigue su molte confezioni di uova di galline allevate nelle gabbie di batteria, sistema d'allevamento che interessa ancora l'80% delle galline allevate in Italia (68% nell'UE): è questo il risultato della nuova indagine svolta dalla LAV su 17 confezioni di uova da allevamento in gabbia, in vendita nei supermercati di Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Bari. Per questo la LAV presenterà un nuovo ricorso all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, dopo l'analogo atto che l'Associazione presentò nel 2008, cui fece seguito l'intimazione del Garante a gran parte delle aziende contestate, di correggere l'etichettatura rendendola conforme alla normativa e in modo da indicare correttamente il sistema di allevamento sulle confezioni di uova.

"Intimazione purtroppo disattesa da alcuni marchi, a quanto pare - dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV - e così i consumatori di uova ogni giorno rischiano di essere ingannati da scritte fuorvianti, a volte poco leggibili perché riportate con carattere molto piccolo o seminascoste, o da immagini bucoliche non corrispondenti alla realtà dell'allevamento intensivo nelle gabbie di batteria. Questa mancanza di trasparenza può costituire un freno all'applicazione della Direttiva Europea n.74/1999 che introdurrà il divieto delle gabbie di batteria convenzionali a partire dal 2012 e quindi un freno alla riconversione verso sistemi d'allevamento non in gabbia. Sollecitiamo quindi il Ministero delle Politiche Agricole a perseguire una politica di maggiore rigore e a farsi promotore di un'azione normativa integrativa, al fine di garantire un'etichettatura delle uova aderente alla realtà della produzione e del sistema di allevamento delle galline, nel rispetto delle scelte e della volontà dei cittadini."
FRASE DEL GIORNO

"La felicità è un cucciolo caldo"

(Charles Schulz)

Ultimo minuto
ACCOLTA DALLA SEZIONE ENPA DI MONZA PINNY, UNA CAGNETTA INVESTITA IN UNA STRADA DI BUCAREST E SOCCORSA DA SAVE THE DOGS


L'hanno investita lo scorso 26 dicembre lungo una stradina di Bucarest e lasciata immobile sull'asfalto. Soccorsa da una signora, Pinny è stata portata presso la clinica di Iuliana Dragu, una veterinaria con cui Save the Dogs ha a lungo collaborato, e che ha riscontrato 3 fratture al bacino e una grave forma di dissenteria. I primi giorni la cagnetta (una femmina di un anno e mezzo di taglia medio-piccola) era talmente spaventata da non poter neppure essere avvicinata. Operata dalla dott.ssa Dragu, Pinny ha avuto una ripresa fisica e psichica straordinaria, e oggi cammina normalmente, solo con una lieve zoppia. La Sezione Enpa di Monza si è offerta di accoglierla e così pochi giorni, grazie alla collaborazione con l'associazione Save the Dogs, fa Pinny è arrivata al canile di Monza con altri quattro randagi rumeni. I volontari Enpa di Monza cercano ora una famiglia per questa adorabile cagnolina, così fortunata ad aver trovato sulla propria strada alcune persone di buon cuore.
 
Cani, il triste primato della Romania:
22 milioni di abitanti, 2 milioni di randagi (Corriere.it)


Con più di due milioni di cani di strada su 22 milioni di abitanti, la Romania ha ancora oggi il triste primato del più grave randagismo di tutta l'Unione Europea. I brutali accalappiamenti a tappeto e le uccisioni nei canili pubblici assai simili a giorni infernali iniziarono nel marzo del 2001 per ordine di Traian Basescu e furono legali fio a due anni fa, quando il Parlamento approvò la legge 9/2008 che formalmente impedì il massacro. Ma è cambiato qualcosa? Lo chiediamo a Sara Turetta, presidente della onlus italiana Save the Dogs che da quasi dieci anni lavora nel Sud-Est della nazione balcanica, tra le cittadine di Cernavoda e Medgidia, per cercare di alleviare il problema utilizzando il metodo della sterilizzazione e del rilascio sul territorio, l'unico ritenuto efficace dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. «La gestione del problema in Romania purtroppo non è cambiata da due anni a questa parte. Sono pochissimi i comuni che hanno scelto di sterilizzare. La maggioranza continua a eliminare i cani con campagne di avvelenamento o con rastrellamenti che li portano nei canili pubblici da dove nessuno esce vivo. La legge del 2008 è rimasta lettera morta. E infatti il randagismo è totalmente fuori controllo»

DIECI ANNI DI MATTANZA - Di primo acchito può apparire difficile capire perché, nonostante quasi un decennio di mattanza, il randagismo sia più grave che mai. Per comprenderlo ci viene in aiuto ciò che in merito afferma l'Oms. Se si fa piazza pulita di cani in una zona, le risorse alimentari della stessa, fossero anche solo discariche di spazzatura, diventano disponibili per i cani superstiti dei territori limitrofi che, quindi, prendono il posto di quelli uccisi continuando a riprodursi, rafforzati tra l'altro dalla minore competizione.
 
L'angolo delle adozioni
 

Questa sezione è dedicata a tutti coloro che vogliono segnalare una richiesta di adozione.

Per contattarci potete farlo inviando una mail al seguente indirizzo: gazzetta.animali@gmail.com

 
     ITALIA
 
MARZO, TEMPO DI VACCINAZIONI PER IL CONIGLIO DA COMPAGNIA


I nostri conigli da compagnia generalmente vengono vaccinati, ed è consigliabile farlo, contro due malattie virali: la MEV e la mixomatosi.

La MEV (malattia emorragica virale), un tempo denominata "malattia X" è causata da un virus, precisamente un calicivirus. Si tratta di una malattia con esito letale nella pressoché totalità dei casi. Si trasmette per via diretta da un coniglio malato ad uno sano oppure tramite insetti vettori (zanzare, pulci, zecche, feci di mosca, ecc). L'incubazione è breve 36-72 ore e la sintomatologia può variare dalla forma iperacuta con morte improvvisa senza altri sintomi, alla forma acuta, che si manifesta con starnuti, emorragie dalle narici, bocca, ano, con la morte sopraggiunge in poche ore. Esiste poi una forma meno rapida che si manifesta con abbattimento, anoressia, dimagramento, ittero, morte in 5-15 giorni. Una curiosità: i coniglietti di meno di un mese di età sono immuni e anzi se vengono in contatto col virus in questo periodo di vita sviluppano una immunità permanente. Non esiste nessuna terapia, anzi la legge prevede la denuncia dei casi sospetti e la distruzione degli animali morti.

La mixomatosi è l'altra delle due principali malattie virali del coniglio da compagnia, è causata da un orthopoxvirus. Anche questa è una malattia grave, la mortalità dei soggetti colpiti va dal 50% al 100% secondo il ceppo virale, e anche questa si trasmette sia per contatto diretto da un animale ammalato a uno sano sia tramite insetti vettori (zanzare, pulci, zecche, ecc). L'incubazione è di 5-15 giorni. E si può manifestare in due forme, una "cutanea", considerata la forma benigna, che si presenta con noduli e placche cutanee, il coniglio spesso sopravvive ma può restare portatore ed essere fonte di infezione per altri conigli. La forma "respiratoria", invece, è decisamente più grave, si presenta con tumefazione delle palpebre, dei genitali, scolo oculare e nasale, febbre. Il coniglio generalmente muore in 7-20 giorni. Non esiste nessuna terapia. Anche in questo caso la legge prevede la denuncia dei casi sospetti e la distruzione degli animali morti.
 
Tornano le foche monache nell'Alto Adriatico:
avvistato un maschio adulto a Capo Promontore


Un esemplare di maschio adulto di questa specie che sembrava estinta da 35 anni ha regalato uno show con tanto di piroette avvicinandosi a un gruppo di osservatori a Capo Promontore, sulla punta Sud dell'Istria. In seguito a una serie di sporadici avvistamenti avvenuti nel corso degli ultimi due anni, è ormai accertata la presenza di una coppia di Monachus monachus, in una grotta a mare lungo la costa del Parco naturale di Capo Promontore, in Istria. Sono un maschio, una femmina e, quasi certamente secondo i biologi, c'è anche un cucciolo
      MONDO
 
Cani dall'Est, sequestrati 200 cuccioli (Corriere.it)


Duecento cuccioli di cane sono stati sequestrati nell'ambito di una vasta operazione che ha permesso di sgominare una vera e propria associazione criminale, dedita al traffico di animali importati illegalmente dall'Europa dell'Est. L'operazione, durata tre mesi e articolata in diverse regioni del nord Italia, è stata coordinata dalla direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Torino e condotta dagli agenti di nuclei Nirda e Nipaf della Forestale e della squadra mobile della questura del capoluogo piemontese. Che l'operazione sia stata coordinata dalla Dda è l'ulteriore dimostrazione di come il business delle importazioni illegali sia sempre di più una delle attività illecite privilegiate dalla criminalità organizzata, che attraverso di essa è in grado di realizzare grossi profitti (paragonabili per le percentuali di ricarico e di guadagno a quelle del traffico di stupefacenti) con rischi relativamente contenuti.

CERTIFICATI FALSI - L'organizzazione criminale procurava la documentazione necessaria per l'importazione degli animali avvalendosi anche di false certificazioni sanitarie prodotte da veterinari compiacenti. I cani venivano introdotti in Italia con passaporti non validi e microchip identificativi spesso non ancora inseriti sotto pelle. Una volta arrivati in allevamenti e negozi del Piemonte, della Lombardia e dell' Emilia Romagna, ai cuccioli venivano apposti microchip italiani a volte con la complicità di veterinari coinvolti nel traffico.

GLI INDAGATI - Sono 27 le persone indagate per diversi reati fra i quali falso, frode in commercio e maltrattamento di animali, tutte facenti parte dell'organizzazione criminale, tra fornitori di animali in territorio estero, corrieri, allevatori, commercianti e veterinari. Durante le perquisizioni effettuate presso le abitazioni degli indagati sono stati rinvenuti altri cani oltre a denaro e documentazione bancaria, strumentazione e documentazione sanitaria contraffatta.
 
Scoperto in Antartide un "pinguino nero" (Corriere.it)


Altro che pecora nera: questo pinguino scovato sull'isola South Georgia, nell'Antartide, è già una celebrità. Se gli appartenenti alla sua specie si fanno notare per l'elegante piumaggio simile ad uno smoking - con il dorso scuro, di colore grigio-blu; la parte frontale bianca; il capo nero -, questo pinguino imperatore è completamente nero. Abita nelle latitudini più meridionali del mondo, sulle coste e l'altopiano centrale dell'Antartide e, a differenza degli altri pinguini imperatori, è monocromatico. Andrew Evans, fotografo della nota rivista "National Geographic" è rimasto a bocca aperta quando ha catturato l'uccello polare nell'obbiettivo della sua fotocamera.

QUESTIONE DI GENI - Esperti biologi ne parlano, e la foto fa il giro del web: «La possibilità di scoprire una simile mutazione è una su una miriade». Oltretutto, l'animale non presenta nessuna malattia apparente: «Basta guardare le sue grosse zampe, è un mostro», ha scherzato un ricercatore. Se non è una novità che tra gli uccelli variopinti ci siano spesso delle variazioni di colore, il melanismo è fenomeno estremamente raro, ha spiegato il biologo Alan Baker dell'università di Toronto. In questo specifico caso i depositi di melanina sono presenti in parti del corpo del pinguino nero che normalmente non si trovano in natura. I geni sono probabilmente i responsabili per la sovraproduzione della sostanza, che colora piume o pelliccia. I ricercatori, tuttavia, non escludono anche altri fattori per l'inconsueto abito. Ciononostante, il fenomeno tra i pinguini è talmente raro che finora non esiste alcuno studio scientifico in merito.
 
RUBRICHE
 
LE NOSTRE SEZIONI
 
Motore di ricerca
 
L'editoriale...
"Dalla parte degli animali"
a cura di Guido Gatta
 
Eventi...
Panoramica su attività inerenti gli animali
 
Pubblicazioni...
Libri specializzati per la cura dei nostri animali
 
I vostri blog...
I gatti come noi
Protezione animali di Legnano
 
Le vostre foto...
 
I lettori ci scrivono...
 
Le "altre" notizie
Mondo gallina
Storie di gatti
Vita da cani
e altre "strane" notizie
 
Link "curiosi"
Cow Parade
Just Birds
 
SITI AMICI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ARCHIVIO
 
Visita la raccolta degli articoli già pubblicati
 
INFORMAZIONI
 
Link utili


 
Scambio informazioni/Contatti
 
 
Motore di ricerca
 
 
Ringraziamenti
 
 
webmaster