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Caccia, sondaggio: italiani, decisamente, contro la caccia


"Il sondaggio Ipsos su "Le opinioni degli italiani sulla caccia" - dichiarano Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia - non lascia spazio a dubbi: il 79% dei cittadini considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, mentre l'80% la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l'autorizzazione del proprietario (il noto articolo 842 del Codice Civile). Ancora, l'84% degli italiani darebbe la licenza di caccia solo a 21 anni con ritiro ai 70, mentre l'86% è favorevole ad aumentare la distanza di divieto di caccia dalle case e dai sentieri degli escursionisti. Il 71% degli italiani chiede poi di limitare la stagione venatoria ai soli mesi di ottobre, novembre e dicembre e il 77% chiede il divieto assoluto di caccia gli uccelli migratori. Nettissimo anche il dato relativo all'articolo 43 della legge Comunitaria, approvato in Senato e ora in discussione alla Camera, che permetterebbe l'estensione della stagione venatoria oltre gli attuali limiti 1 settembre - 31 gennaio. In questo caso la contrarietà è dell'81% degli italiani, che dunque si oppongono ad ogni ipotesi di allungamento della stagione di caccia, ad esempio ai mesi di agosto e febbraio. "Si tratta di una maggioranza schiacciante e trasversale - commentano Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia - di cui i partiti e i gruppi politici, a partire da quelli della Camera dei Deputati dovrebbero prendere atto, anzitutto sopprimendo l'articolo 43 della Legge Comunitaria, ora all'esame delle Commissioni della Camera. Una norma che ha prodotto dure proteste e contestazioni e che in effetti, secondo Ipsos, soddisferebbe solo il 3% degli elettori della maggioranza di Governo e il 2% dell'opposizione. Ma è in generale ogni tentativo di estensione dell'attività venatoria, a partire dal disegno di legge Orsi, che vede la netta contrarietà del Paese. E' ormai chiaro che tra gli italiani vi è un sentire comune e sempre più diffuso verso la tutela degli animali e dell'ambiente, il quale non può non trovare una fedele rappresentazione in Parlamento e tradursi in provvedimenti a favore della natura".

Molto importante il responso anche nelle tredici Regioni al voto, tema al quale è dedicata una specifica sezione del sondaggio Ipsos. Il 69% degli elettori si dichiara contrario o totalmente contrario ai candidati che proponessero regole a favore della caccia, e 4 elettori su 10 cambierebbero di conseguenza il loro voto. Anzi, l'89% vuole dai candidati un impegno politico e legislativo per aumentare le tutele per gli animali e la natura, con un 93% degli elettori Pdl-Lega e l'87% Pd-Idv. Per questo Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e WWF Italia hanno chiesto ai candidati a Presidente di Regione di conoscere e indirizzare o modificare in tal senso il proprio programma di governo regionale, favorendo politiche di tutela degli animali e della natura e di protezione e gestione del territorio in linea con la cultura ecologista ormai diffusa in ogni strato del Paese.

 
Sondaggio IPSOS, Enpa e LAV esultano per i risultati


Cresce ed è altissimo il numero degli italiani contrari alla violenza sugli animali. Secondo il recente sondaggio Ipsos per Enpa, LAV, Legambiente, Lipu e Wwf, alla domanda "quale tra le seguenti affermazioni descrive maggiormente la sua visione del rapporto tra uomo e altri animali" il 41% afferma che "gli animali sono in grado di provare affetto, gioia e dolore e non è mai giusto fare loro alcun tipo di violenza". Sono comunque contrari a ogni forma di maltrattamento contro gli animali anche quei cittadini che ammettono il consumo alimentare di carne (il 56%). Solo il 2% ritiene invece che "gli animali servono a soddisfare i bisogni dell'uomo". Non sa, l'1%.
Il 97% degli italiani risultati comunque a favore della tutela degli animali, disaggregati per aree politiche, si mantengono al 97% per l'area Pd-Idv, sono il 96% per l'area Pdl-Lega e il 100% per gli altri partiti di tutti gli orientamenti.

"E' davvero un risultato che va oltre ogni nostra aspettativa e che deve trovare una logica e concreta conseguenza nelle decisioni morali, politiche, dei consumi - affermano i presidenti di LAV ed Enpa, Gianluca Felicetti e Carla Rocchi - gli italiani chiedono sempre di più, e con convinzione, di mettere in atto politiche per la tutela degli animali: le Istituzioni, a tutti i livelli, devono comprenderlo".
FRASE DEL GIORNO

"Che cane piccino e per niente speciale.
Senza pedigree e piuttosto bruttino,
ma una creatura piena di vita e di amore"

(Pamela Dugdale)

Ultimo minuto
Forum: Il veterinario risponde (Corriere.it)


In questo forum potete rivolgervi a un esperto per risolvere i dubbi sulla salute dei vostri amici a quattro zampe. Le risposte saranno pubbliche. Quando a un quesito verrà data una risposta, apparirà una «R» di fianco alla domanda
 
Quei delfini morti davanti al loro paradiso (Corriere.it)


Sono morti davanti al loro paradiso, quel "santuario dei cetacei" che avrebbe dovuto proteggerli. L'agonia di cinque delfini, giovani esemplari di stenella, ha avuto come teatro il litorale che da Livorno arriva sino alle spiagge di Orbetello. Un sesto cetaceo, spiaggiato, è riuscito a recuperare il largo grazie all'aiuto degli uomini della guardia costiera e della forestale, ma nessuno sa dire se ce l'ha fatta. La moria si è consumata in una settimana e adesso sul litorale toscano è allarme. Si teme che ad uccidere i cetacei, quasi tutti di giovani età, sia un morbo e che dunque ci si trovi di fronte a un'epidemia.

VIRUS DEL MORBILLO - L'ultimo animale morto è stato trovato martedì sera ad Antignano, un quartiere residenziale a sud di Livorno. Era un piccolo di stenella di 90 centimetri, come altri quattro esemplari morti mentre solo un quinto mammifero era adulto ed era lungo quasi due metri. Le prime analisi, inviate ai laboratori dell'Università di Siena, escluderebbero la presenza del virus del morbillo, malattia terribile per i cetacei responsabile di stragi, ma le analisi sono ancora in corso. Si sta anche individuando nei tessuti prelevati la presenza di metalli pesanti. Morte da inquinamento, dunque? «Mi sembra un'ipotesi improbabile - risponde Michela Ria, biologa dell'Area Mare dell'Arpat, l'Agenzia regionale protezione ambientale - perché il mar Tirreno non è così inquinato. Il virus del morbillo potrebbe essere una spiegazione, ma non è escluso che i delfini abbiamo perso l'orientamento. Sono quasi tutti piccoli e potrebbero aver perso la madre ed essere arrivati a riva per poi rimanere intrappolati».
 
L'angolo delle adozioni
 

Questa sezione è dedicata a tutti coloro che vogliono segnalare una richiesta di adozione.

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     ITALIA
 
Sempre più animali in estinzione
Ma l'Italia è in controtendenza (Corriere.it)


Doveva essere l'anno del traguardo raggiunto: il 2010, dedicato alla tutela internazionale della biodiversità, doveva rappresentare la svolta nella protezione delle specie. Invece la situazione sta precipitando: si calcola che il ritmo con cui animali e piante si stanno estinguendo è oggi da cento a mille volte più rapido di quanto dovrebbe essere. Tra i candidati all'estinzione la tigre, di cui restano meno di 4000 esemplari, il panda gigante, il rinoceronte nero e, tra le piante, le grandi sequoie americane.

In Europa, il Commissario per l'Ambiente Stavros Dimas ha appena presentato una strategia a lungo termine, con obbiettivo intermedio nel 2020 e traguardo finale nel 2050. Gran parte del lavoro si baserà sulla messa a punto della rete Natura 2000, un sistema di aree protette cruciali per la conservazione degli habitat naturali. Ma caccia indiscriminata, cambiamenti climatici, urbanizzazione selvaggia, congiurano per rendere quasi impossibile la lotta contro l'estinzione. Ovunque, tranne che nel nostro Paese.

L'Italia infatti va in controtendenza, con un incremento della presenza di animali mai verificato negli ultimi cento anni. I lupi, per esempio, sono comparsi nelle Alpi occidentali negli anni Ottanta e si sono moltiplicati. Oggi ce ne sono almeno 150 esemplari, stanno insediandosi anche in provincia di Bolzano. E non ci sono solo loro. Sulle Alpi non ci sono mai stati tanti animali come in questi anni, o almeno così sembra. Cervi, caprioli, cinghiali scendono addirittura in pianura e bussano alle porte delle città. Gli avvoltoi degli agnelli veleggiano con i loro tre metri di apertura alare dalle Marittime allo Stelvio, dopo quasi un secolo di assenza. L'ultimo di questi rapaci era stato ucciso nel 1913 in val di Rhemes e c'è stato bisogno di trent'anni di attività di un consorzio di zoo e associazioni austriache, tedesche e svizzere per riportarlo nella sua antica patria. Ma una volta aperte le voliere, i grandi uccelli non si sono fatti pregare per riprendere possesso di rocce e ghiacciai, tornando a fare quello che hanno sempre fatto: smembrare le carcasse degli animali travolti dalle valanghe. Gli orsi bruni, prelevati dalle foreste della Slovenia e liberati nel parco trentino dell'Adamello, hanno raggiunto l'Austria e la Germania e lì molti sono stati abbattuti perché ritenuti dannosi e pericolosi soprattutto per le greggi.
      MONDO
 
Un'elefantessa partorisce due gemelli
Entrambi maschi, evento rarissimo



Un'elefantessa in Tailandia ha messo al mondo per la prima volta al mondo una coppia di gemelli maschi. Ne dà notizia il quotidiano 'The Nation'. La madre, Phang Thong Khun, di 35 anni, li ha partoriti sabato pomeriggio, a quasi tre ore di differenza l'uno dall'altro. La nascita di due elefanti gemelli è un fenomeno molto raro, e comunque l'indice di sopravvivenza in questi casi è molto basso. Questi mammiferi sono un po' il simbolo della Tailandia, anche se dai 100.000 di cento anni fa si è passati agli attuali 4.000, la metà dei quali sono addomesticati e lavorano per i turisti
 
Oscar a «The Cove», il Giappone protesta (Corriere.it)


Ci sono altri vincitori eccellenti che escono dalla notte degli Oscar 2010: i delfini della baja di Taiji, protagonisti del film «The Cove» di Louie Psihovos, Fischer Stevens e Ric O'Barry. La pellicola, che documenta la mattanza che avviene annualmente in Giappone e che è stata realizzata grazie a riprese «rubate» dopo giorni di appostamenti minuziosi e con l'utilizzo di videocamere nascoste, è stata premiata come miglior documentario. Una scelta, quella dell'Academy, che riconosce l'abilità dei registi nel recuperare immagini impossibili (la zona viene presidiata accuratamente per evitare che di quanto accade tra quei promontori si parli troppo in giro) e il valore documentario del mini-film e così facendo riaccende i riflettori su un tema più volte dibattuto nel mondo. Le reazioni non si sono fatte attendere dal Giappone il sindaco di Taiji, Kazutaka Sangen, ha subito fatto sapere che dal punto di vista delle autorità locali «dare la caccia ai delfini non è un atto illegale».

LA MATTANZA - La caccia con modalità di mattanza nelle acque di Taiji, nella prefettura a sud di Tokyo di Wakayama, avviene da secoli. «La caccia - precisa il sindaco - è autorizzata dalla prefettura nel rispetto della legge sulla pesca. Ci dispiace che il film rappresenti cose false e scientificamente infondate come se fossero vere». Sangen contesta in particolare la tesi degli autori secondo cui il consumo di carne di delfino è dannosa per l'uomo a causa dell'alto tasso di mercurio contenuto. «Esistono varie usanze sul cibo in tutto il mondo e anche in Giappone: la cultura alimentare basata sulla lunga tradizione e storia è una situazione importante da rispettare» ha concluso il sindaco.
 
La Svizzera dice no all'avvocato degli animali (Corriere.it)


Per i nove milioni di cani e gatti che vivono in Svizzera non ci sarà nessun difensore d'ufficio: nella Confederazione si è votato infatti un referendum per istituire in ogni Cantone un avvocato degli animali maltrattati. L'iniziativa popolare "Contro il maltrattamento e per una migliore protezione giuridica degli animali" non è stata accolta: oltre il 70 % dei votanti si è espresso negativamente nell'urna.

PROPOSTA BOCCIATA - Se la proposta, presentata dalle organizzazioni animaliste del Paese, fosse stata accolta, ogni Cantone avrebbe dovuto istituire la funzione di patrocinatore, incaricato di difendere gli interessi degli animali nei procedimenti per il loro maltrattamento o altre infrazioni alla Legge sulla protezione degli animali. I cittadini elvetici hanno detto chiaramente di no anche alla diminuzione dell'aliquota che fissa la rendita pensionistica; l'articolo costituzionale sulla ricerca sugli esseri umani è stato invece approvato con il 77,2% di «sì».
 
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